Jovanotti durante il concerto a Fermo (ph Maikid)
in foto: Jovanotti durante il concerto a Fermo (ph Maikid)

Trident Music, società che organizza il Jova Beach Party, passa alle vie legali e minaccia denunce contro quelle che definisce fake news. Da prima che cominciasse, infatti, il tour che Jovanotti sta tenendo, questa estate, sulle spiagge italiane è oggetto di numerose critiche da parte di alcune sigle ambientaliste che, ad ogni tappa, presentano problematiche ambientali, cosa avvenuta anche per i concerti di Praia a mare, Roccella Ionica e Policoro. E proprio queste denunce hanno portato gli organizzatori del tour a prendere le contromosse e minacciare di tutelarsi nelle sedi legali, come si legge in una nota in cui si risponde punto per punto alle critiche.

Denunce contro le ‘fake news'

Il Jova Beach Party si propone come un tour a basso impatto ambientale ed è stato costruito in collaborazione con il WWF, ma questo non è servito a placare le critiche di altre sigle: "Trident Music, dopo avere subito per mesi, in silenzio, attacchi pretestuosi e diffusione continua di fake news, ha alla fine deciso di procedere in sede giudiziaria nei confronti dell’ennesima provocazione diffusa da una pseudo giornalista (freelance journalist) che nei giorni scorsi ha pubblicato una serie di notizie manifestamente diffamatorie relative alla data di Praia a mare. Trident Music ha inoltre dato mandato ai legali di perseguire d’ora in avanti chiunque crei artatamente fasulli casi mediatici ai danni di Jovanotti e del Jova Beach Party, diffondendo sul web calunnie e falsità" si legge nella nota.

La difesa di Trident Music

Gli organizzatori del Jova Beach Party hanno sottolineato come si siano mossi in anticipo per evitare danni ambientali, richiedendo, anche quando non richiesto esplicitamente, le valutazioni di impatto ambientale, spiegando di averlo fatto anche per le tre tappe citate, rispondendo a ognuna delle critiche.Per quanto riguarda Praia a Mare Trident ha spiegato che: "In particolare su Praia a Mare le critiche evidenziano la presenza della tartaruga Caretta caretta, che tuttavia non risulta presente in zona. Dalla Vinca si evince infatti che l’ultima nidificazione della zona è stata rilevata a Diamante a 20 km a sud dall’area stessa e a 80 km a nord ovest a Marina di Camerota. Rispetto alla presenza della Posidonia oceanica non emerge nessuna evidenza negativa da parte della Vinca, per la semplice ragione che si trova dalla parte opposta dell’isola Dino, a partire da 50 metri di profondità  e non risulta che tra i 25 mila spettatori , siano presenti fan subacquei. Per quanto attiene alla Primula di Palinuro non si capisce che tipo di danno si possa arrecare, visto che le attività di Jova Beach Party si svolgono sull’Area Beach posta di fronte all’Isola". Per quanto riguarda invece Policoro si sottolinea come la zona sia massivamente antropizzata (aperta al pubblico), mentre per Roccella Ionica si cita il Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Calabria che ha scritto che "si ritiene, pertanto che tutti i soggetti interessati, ognuno nell’ambito delle proprie competenze abbiano assunto ogni iniziativa utile al fine di assicurare la tutela dell’ambiente in relazione all’evento dell’evento.

Il WWF con Jovanotti

A proposito dell'impatto che il tour poteva avere sull'ecosistema, intervistato da Fanpage.it, il Direttore Generale del WWF gaetano benedetto spiegò: "Parliamo di aree antropizzate e non di aree protette, quindi aree che vedono presenti migliaia di persone. Io non nego che l'impatto ci sia, però è gestito, controllato, misurato e per quanto possibile viene compensato, ad esempio, col consumo energetico e col recupero di materiali".

Annullata la data di Vasto

Pochi giorni fa, intanto, per ragioni di sicurezza è stata annullata la tappa del Jova Beach Party prevista a Vasto. Il Prefetto non ha dato l'ok definitivo, dopo settimane di colloqui: "Ho in scontro di forze locali in ‘bagarre'. Chi alla fine ha ‘vinto' ottenendo la cancellazione combatte una sua personale battaglia politica locale in affannosa ricerca di visibilità a buon mercato che evidentemente una cosa grande e bella come Jova Beach Party offre – ha scritto Jovanotti, che contesta la decisione -. Non ci sono ragioni oggettive, le centinaia di documenti prodotti non sono stati esaminati e nessun riscontro è stato dato alle migliaia di testimonianze relative alle 9 tappe già fatte. Non sono mai state interpellate le prefetture che si sono complimentate con noi per il lavoro svolto fino ad ora. La firma finale spetta alla prefettura di Chieti e senza autorizzazione noi non possiamo muoverci".