La Procura di Vasto ha aperto un fascicolo sul Jova Beach Party anche se, per adesso non vi sono né indagati né ipotesi di reato. Per ora il fascicolo è intestato ad ‘atti relativi' e riguarda il concerto saltato a Vasto pochi giorni fa: il fascicolo è un atto dovuto, come scrive l'Ansa, a seguito soprattutto delle varie denunce arrivate agli organizzatori ma per il momento non vi sono ancora indagati, né ipotesi di reato. Pare che il Prefetto di Chieti, Giacomo Barbato, protagonista nei giorni scorsi proprio per i problemi del concerto, oggi sia stato circa un'ora e mezza in Procura. In merito all'impatto ambientale del concerto nei giorni scorsi le forze dell'ordine avevano presentato vari esposti.

La data di Vasto cancellata

Non trova ancora pace, insomma, il tour che Jovanotti sta portando in giro per le spiagge italiane, che dopo l'annullamento della data si ritrova anche con un fascicolo aperto. Per settimane la data di Vasto è rimasta in bilico a causa di alcune problematiche di carattere logistico e di sicurezza, come aveva denunciato lo stesso Prefetto: "Oltre che per l'inidoneità dei luoghi legata al fosso – aveva detto il prefetto – si può chiedere il 17 agosto, sabato, bollino rosso, di chiudere la statale Adriatica per consentire la sosta di chi deve venire? E in autostrada A14 che succede? Spacchiamo l'Italia in due? Concettualmente ci sono impossibilità realizzative, stante la situazione com'è" erano state le sue parole qualche giorno prima dell'ufficializzazione dello stop.

L'impatto ambientale e le critiche ambientaliste

Ma il Jova Beach Party, che sta portando decine di migliaia di persone in ogni tappa, con tanti ospiti musicali e non solo, è da tempo oggetto di critiche soprattutto da parte di sigle ambientali che ne contestano l'impatto sulla natura, nonostante la collaborazione fin dalle prime fasi del WWF che ha spiegato quanto sia importante il tpur per porre l'attenzione sul problema delle plastiche. Lo stesso Jovanotti, commentando il no a Vasto, aveva scritto: "A Vasto ha vinto il fronte del NO, quello di cui l’Italia è pervasa. Quello che rende il Paese immobile e fa in modo che il “sommerso” resti sommerso nell’interesse di molti . JBP è un luogo sicuro, la sicurezza è sempre stata al primo posto, ma a Vasto non hanno voluto verificare. A Vasto la commissione ha detto NO, a prescindere. In Italia a volte le cose vanno cosí lo sapete, ma io non mi rassegno, molti di noi non ci rassegnamo". A causa di tutte queste polemiche la Trident, società organizzatrice del Jova Beach Party, aveva minacciato di adire le vie legali contro quelle che ha definito fake news.

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