Dopo il singolo estivo, "Una voglia assurda", J-Ax è tornato con una collaborazione inaspettata con Fabri Fibra con cui ha rivisitato "Djomb", il pezzo del rapper francese Bosh. Inaspettata perché i due non sono mai stati particolarmente amici, come spiega lo stesso cantante in un'intervista al Corriere, in cui parla di varie cose, dal Covid-19 alle sue amicizie passando per Fedez, l'amico con cui i rapporti si sono allentati dopo il successo del loro album "Comunisti col Rolex": "Abbiamo fatto grande musica insieme, è stato un bellissimo momento ma le cose nella vita finiscono" ha ribadito il cantante, che in questi due anni ha più volte risposto alle domande sul suo ex compagno d'avventura.

Il rapporto ritrovato con Fabri Fibra

Ma l'intervista tocca vari punti e da un'amicizia persa c'è un'amicizia (ri)trovata, ovvero quella con Fibra con cui ha duettato in un pezzo che ha proposto loro la Sony, evidentemente per spingere anche nel nostro paese il rapper francese (che con la sola "Djomb" ha raccolto 50 milioni di views e altrettante su Spotify), in quella che è diventata un'abitudine: "Io e Fabri Fibra eravamo tornati in buoni rapporti dopo essere stati in aree della musica italiana che non si stavano molto simpatiche. Negli ultimi anni ci eravamo sentiti e eravamo a posto. Questa cosa è piaciuta a entrambi, anche per mettere un timbro e comunicare il nostro rapporto ritrovato". E così i due si sono visti in un'osteria a parlare del rap degli anni 90 e della quotidianità di due che hanno fatto la storia del rap italiano.

La critica ai politici

Nato rapper con gli Articolo 31, J-Ax è ormai da tempo un artista pop a tutto tondo, come lui stesso ammette, pur senza perdere quella passione originale ("sono diventato grande, sono una persona realizzata e ho deciso di diventare un artista pop anche se in me ci sarà sempre un’anima rap"). Ma J-Ax è anche uno dei cantanti che ha meno paura di esporsi per quanto riguarda temi di attualità e così non si è sottratto anche a un giudizio su questa estate di discoteche, assembramenti e chiusure: "Tu non mi puoi rivendicare il diritto di non metterti la mascherina perché io ti rivendico il diritto di non morire per colpa tua. Vivo a Milano, dove abbiamo pianto migliaia di morti, eppure la città è vuota: sono tutti in vacanza. Per questo dico che gli italiani sono dei bambini: preferiscono pensare che sia stato un brutto sogno e tornare alla vita di sempre", spiegando che il problema non sono solo le discoteche dal momento che "gli assembramenti li hanno fatti anche i politici e anche loro si facevano i selfie senza la mascherina – con un chiaro riferimento a Matteo Salvini -. Da sempre mi danno del comunista ma ora supero tutti a destra e dico che dovevano scendere con i carrarmati per far rispettare le regole. Invece ci ritroviamo che a Ferragosto nemmeno hanno fatto i tamponi».