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9 Maggio 2022
17:07

J-Ax si racconta: “Il disco andò male e iniziai a drogarmi come un pazzo”, poi la rottura con Fedez

J-Ax ha raccontato alti e bassi della sua carriera nel podcast di Luca Casadei “One More Time”. L’artista ha anche spiegato uno dei motivi della fine della collaborazione con Fedez.
A cura di Daniela Seclì
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J-Ax si è raccontato nel podcast di Luca Casadei "One More Time". L'artista ha raccontato alti e bassi della sua carriera. Ha fatto riferimento al disco "Di sana pianta" che all'inizio venne accolto in modo più tiepido rispetto alle aspettative, poi esplose successivamente:

"Di sana pianta, un disco ad alto budget in cui credevano tutti, giornalisti, casa discografica, produttori. Una previsione di vendita di trecentomila copie, vende trentamila copie. La discografica mi disse: "Non vogliamo più sentir parlare di te". Mi mandano a fare i concerti nelle sagre di paese. Come ho vissuto quel momento? Iniziai a drogarmi come un pazzo, stetti malissimo. Mi drogavo per non pensarci troppo, cominci a dire: "Ho fatto un disco così bello, così scomodo, che il sistema non mi capisce e mi boicotta", le solite stron*ate che i falliti dicono di loro stessi per potersi guardare allo specchio".

I motivi della collaborazione finita con Fedez

J-Ax poi ha parlato della collaborazione con Fedez, che si è interrotta bruscamente. Entrambi, presumibilmente per via di un accordo tra loro, sono restii a parlare di questa vicenda. Ecco quanto ha dichiarato l'artista:

"Con Fedez avevo innanzitutto un’affinità artistica. Io sono un artista, quindi la prima cosa che devi fare è toccarmi l'ego in qualche modo. Fedez mi ha detto e me l'ha provato di essere un grande fan dell'album "Domani smetto". Poi ci ha unito l’amore per il punk rock. Fedez mi sembrava e lo è, uno che voleva spaccare il sistema da dentro. Lui mi fece notare che dalla scrittura della canzone al video, facevamo tutto noi. Mi disse: "Finanziamoci da soli le nostre idee". E visto che ci pensavo da tempo, l'ho fatto. Ho provato a fare l’imprenditore con lui, però mi fa ca*are".

Quindi l'idea di mollare: "Pensavo di farcela, ma il pensiero di dovermi alzare e andare a fare la riunione per discutere un contratto che non è nemmeno mio, mi toglieva la serenità. Anche avere dipendenti. E se poi fallisco? Avevo paura per loro, non smetterò mai di vedere il mondo della musica e dello spettacolo, come un posto in cui da domani per qualsiasi stron*ata può finire tutto. Io voglio serenità, sono un paranoico che soffre d’ansia, la sera pensavo: "Quanti dipendenti ho?", invece Fedez diceva che a lui piaceva avere dei dipendenti. Ogni volta che assumevamo uno, mi dicevo: "Questo ha un'altra famiglia che si basa sul fatto che io e Fede andiamo bene o no". Questo è un limite mio e mi sono tolto…anche per altre ragioni, ma una era questa". 

Il mutismo selettivo da bambino a causa del bullismo

J-Ax ha raccontato anche la sua infanzia. Fino a cinque anni, trascorreva gran parte del suo tempo con i nonni e lo trattavano "come un principe". Poi, trasferendosi in provincia, si è scontrato con i bulli: "Da piccolo ho sofferto di mutismo selettivo a causa dei bulli, mi bloccavo e non parlavo in certi contesti. Quando mi sono traferito in provincia, negli anni '80, sembrava di essere in Stranger Things".

J-Ax ricorda quando gli Articolo 31 si sciolsero

Nel corso del suo racconto, J-Ax è tornato con la mente a quando lui e Dj Jad decisero di prendere strade diverse. L'artista venne aspramente criticato dai colleghi e dai fan per aver messo fine agli Articolo 31: ‘‘Avevamo bisogno di prendere strade diverse, ma da lì in poi la scena rap ha iniziato a darmi del venduto. Tutti i rapper di quella generazione lì sono falliti. Riuscire a fare delle hit uscendo dal mio genere mi ha salvato la carriera".

Se ne andò da The Voice sbattendo la porta

Infine, ha parlato della sua esperienza come giudice nei talent. All'inizio gli proposero X Factor, ma lui decise di rifiutare perché aveva l'impressione che chiamassero solo gli artisti ormai sul viale del tramonto. Poi, arrivò la proposta di The Voice:

"Accettai perché mia moglie guardava la versione americana e mi piaceva. Il mio manager sparò una cifra alta pensando che rifiutassero, e invece accettarono. È stata una grande esperienza. Poi non fui d'accordo con delle scelte della produzione e me ne andai sbattendo la porta, ma col senno di poi li devo ringraziare perché fu indubbiamente una svolta nella mia carriera. Imparai che potevo commuovermi davanti a tutti e non avrebbero riso di me. Non c'è più il personaggio J-Ax. Sono sicuro della mia sessualità e anche se mi commuovo in tv, non me ne frega un caz**".

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