Che Irama avrebbe vinto l'ultima edizione di Amici di Maria De Filippi lo anticipavano le classifiche di vendita. L'ultimo Ep del cantante lombardo, "Plume", uscito una decina di giorni prima della finale, infatti, ha esordito in testa alla classifica FIMI degli album più venduti della settimana, mettendo in riga i colleghi di scuola Biondo, Carmen ed Einar in una top 10 che dice ad alta voce "Maria De Filippi", come avviene sempre (quasi sempre) in questo periodo dell'anno. Lo scorso anno fu Riki, due anni fa ci fu un attimo di stop con Sergio Sylvestre ed Elodie, l'anno prima ancora ci furono i The Kolors e Briga e quello prima ancora i Dear Jack, in un susseguirsi di fenomeni mordi e fuggi (con poche eccezioni) che caratterizza un pezzo della discografia italiana.

Il talent come passaggio, non partenza

L'idea degli sconosciuti che raggiungono il loro american dream è un po' scemata, da qualche anno, infatti, i talent pescano a piene mani in artisti che hanno alle spalle già un po' di carriera e Irama non fa eccezione. Il talent, insomma, non è più il punto di partenza, ma semplicemente un passaggio "obbligato" per chi decide che dopo un po' di gavetta bisogna dare un'accellerata improvvisa alla proprio  vita artistica e con un po' di organizzazione alle spalle il gioco è fatto. Irama è un nome che nell'ambiente – e non solo – gira da un po', come ormai noto, compresa una comparsata al Festival di Sanremo.

Pop, rap e cantautorato, la musica per Irama

Proprio a Sanremo, ai microfoni di Fanpage.it, parlò del Festival come l'inizio di un percorso artistico e spiegò anche qual era la sua idea di musica: "Il genere che faccio mi piace pensarlo come un ibrido, mi muovo su tre mondi: ritornelli molto pop, poi c'è la parte più rap e infine la ricercatezza delle metafore tipica dei cantautori italiani come Guccini e De Andrè, ma anche Battisti e Vasco". Ecco, in effetti ad ascoltare "Plume" la sensazione è proprio che Irama ci metta dentro tutto. Troppo. Il pop un po' zuccheroso, un pizzico di rap ("Nera") il tutto condito da un po' di testi banalotti, alla faccia dei cantautori italiani. Non c'è nulla che meravigli, ovviamente, esiste un target preciso e da alcuni confini non si può uscire, quindi è giusto che Irama si goda quest'anno di passione, sono anni che lotta per questo e alla fine la riuscita di un ragazzo che ha la musica nel cuore è sempre una cosa bella.

La comfort zone dei talent

Noi ascolteremo "Nera" a palla nei villaggi vacanze o in radio, ma a un certo punto supereremo anche questo, con la speranza che prima o poi tutta questa musica dai confini sempre uguali riesca a fare un passetto avanti, che più che i ragazzi chi gli sta attorno riesca a tentare qualcosa che esca un po' dalla comfort zone in cui da anni si sono rinchiusi. In bocca al lupo.