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13 Giugno 2020
16:34

#iolavoroconlamusica, l’appello degli artisti al governo per i lavoratori dello spettacolo

Sui social prende il via l’iniziativa sottoscritta dai musicisti italiani ma anche e soprattutto dai lavoratori del settore, in grave difficoltà a causa della pandemia. “Sappiamo che ci sono delle proposte di emendamento al DL Rilancio che ci riguardano. Chiediamo che la politica non le ignori”, è l’appello affinché il 21 giugno non sia una “festa senza musica”.
A cura di Valeria Morini
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Tutta la musica italiana si unisce nell'iniziativa lanciata con l'hashtag #iolavoroconlamusica: si tratta di un appello lanciato, tra gli altri, dal coordinamento La Musica Che Gira per sensibilizzare il pubblico e soprattutto il governo sull'importanza di supportare il mondo musicale in un momento così difficile, in cui il blocco totale dello spettacolo dal vivo a causa della pandemia ha portato a difficoltà economiche enormi. Instagram è letteralmente invaso dalle immagini dei volti del mondo discografico: ci sono tantissimi cantanti, da Vasco Rossi ad Arisa, da Diodato a Ermal Meta, da Irene Grandi a Levante, dagli Afterhours ai Negramaro, da Piero Pelù Ghemon, da Laura Pausini a Michele Bravi,d  Emma Marrone a Marco Carta e molti altri ancora (che trovate nella gallery qui sopra). Ma ci sono anche i fonici, i produttori, i tecnici, i tour manager, gli addetti stampa, le etichette, i proprietari dei locali: insomma, tutto quel gigantesco universo che lavora dietro le quinte, che non gode dei cachet delle superstar e se la sta passando male, dal momento che incassi, ricavi e stipendi latitano.

L'appello al Governo

L'iniziativa è volta a far sì che il 21 giugno, che tradizionalmente è la festa della musica in concomitanza con il solstizio d'estate, non diventi una festa "#senzamusica". Ovviamente l'obiettivo è un preciso intervento del governo per aiutare l'industria musicale. Questo il testo condiviso da alcuni dei firmatari:

Nella Musica lavorano in tanti, non solo i musicisti e i cantanti. La Musica fa cultura, educa, emoziona, intrattiene e, se non bastasse, produce economie importanti (il solo comparto Cultura fa il 16% del PIL), dando lavoro a decine di migliaia di persone che oggi, causa Covid, rischiano di restare a casa. Sappiamo che ci sono delle proposte di emendamento al DL Rilancio che ci riguardano. Chiediamo che la politica non le ignori, adoperandosi al più presto per dare finalmente dignità a tutti coloro i quali lavorano per il bene della Musica (qui l'appello di La musica che gira).

La musica è un lavoro

"Mi sembra superfluo dire che si tratta di chiedere attenzione istituzionale non per me ma per la stragrande maggioranza delle persone coinvolte nell’industria musicale che operano in mille settori dietro le quinte", scrive Jovanotti, mentre Ornella Vanoni sottolinea che "Le istituzioni trattano la musica come se fosse un accessorio, mentre è fondamentale, come respirare!". Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale ricorda invece i tecnici "senza nome" e le manifestazioni e i locali che consentono agli artisti di portare in giro la loro musica, chiudendo con una frase emblematica: "E se non capisci che è un lavoro, vaffanc…".

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