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Festival di Sanremo 2020

Il significato di Spalle al muro, la canzone di Renato Zero a Sanremo 1991

Anche per la 70esima edizione del Festival di Sanremo è prevista la serata dedicata ai duetti. “Spalle al muro” è la canzone di Renato Zero presentata a Sanremo 1991, che verrà cantata nella terza serata di Sanremo 2020 da Anastasio e la PFM. Ecco il significato e il testo della canzone di Renato Zero.
A cura di Ilaria Costabile
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"Spalle al muro" è il singolo che Renato Zero portò al Festival di Sanremo nel 1991. Durante la terza serata di Sanremo 2020, dedicata alle cover, a cantarla saranno Anastasio e la PFM. L'artista campano partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con "Rosso di Rabbia".

Il significato di spalle al muro, la canzone di Renato Zero

La canzone di Renato Zero, Spalle al muro, portata sul palco dell'Ariston nel 1991 è stata scelta da Anastasio, il rapper romano tra i 24 Big in gara, che duetterà insieme alla PFM (Premiata Forneria Marconi) il gruppo rock diventato famoso negli Anni Settanta. Il testo di questa canzone è stato scritto da Mariella Nava, grande cantautrice italiana e il significato della canzone ruota attorno alla percezione che si ha della vecchiaia, soprattutto quando si è giovani. È un testo che parla della decadenza, della trasformazione di un uomo che dalla virilità della gioventù, passa ad essere completamente asservito alla stanchezza, alle problematiche del tempo che incombe. Un brano difficile, duro, e anche profondamente attuale, in un'epoca in cui l'esperienza del passato sembra contare sempre meno confrontandola con l'ebrezza del presente, parole come queste sembrano quasi dei dardi scagliati contro una figura inerme:

Lasceranno che i tuoi passi, sembrino più lenti,
Disperatamente al margine, di tutte le correnti.
Vecchio,
Diranno che sei vecchio,
Con tutta quella forza che c’è in te,
Vecchio
Quando non è finita, hai ancora tanta vita,
E l’anima la grida e tu lo sai che c’è.
Ma se Vecchio,
Ti chiameranno vecchio,
E tutta la tua rabbia viene su,
Vecchio, si,
Con quello che hai da dire,
Ma vali quattro lire, dovresti già  morire,
Tempo non c’è ne più.

Il testo di spalle al muro

Spalle al muro
Quando gli anni son fucili contro
Qualche piega sulla pelle tua
I pensieri tolgono
Il posto alle parole
Sguardi bassi alla paura
Di ritrovarsi soli.
E la curva dei tuoi giorni
Non è più in salita
Scendi piano dai ricordi in giù
Lasceranno che i tuoi passi
Sembrino più lenti
Disperatamente al margine
Di tutte le correnti…Vecchio,
Diranno che sei vecchio
Con tutta quella forze che c'è in te.
Vecchio,
Quando non è finita
Hai ancora tanta vita
E l'anima la grida
E tu lo sai che c'è.
Ma sei vecchio,
Ti chiameranno vecchio
E tutta la tua rabbia viene su
Vecchio, sì, con quello che hai da dire
Ma vali quattro lire
Dovresti già morire
Tempo non ce n'è più
Non te ne danno più…Ogni male fa più male
Tu risparmia fiato
Prendi presto
Tutto quel che puoi
E faranno in modo
Che il tuo viso sembri stanco
Inesorabilmente più appannato
Per ogni pelo bianco…
Vecchio…
Vecchio…Vecchio
Mentre ti scoppia il cuore
Non devi far rumore
Anche se hai tanto amore
Da dare a chi vuoi tu…
Ma sei vecchio,
T'insulteranno vecchio
Con tutta quella smania che sai tu…
Vecchio sì
E sei tagliato fuori
Tu e le tue convinzioni
Le nuove son migliori
Le tue non vanno più
Ragione non hai più…Vecchio sì
Col tanto che faresti…
Adesso che potresti
Non cedi perché esisti
Perché respiri
Tu…

Anastasio e la PFM cantano "Spalle al muro" a Sanremo 2020

La versione cantata dalla Pfm in coppia con Anastasio avrà sicuramente un impatto diverso, rispetto a quello che questa canzone ha avuto sul pubblico quasi trent'anni fa. Il rap dell'ex concorrente di X Factor, insieme al rock della Premiata Forneria Marconi, farà rivivere questo brano sotto una nuova luce.

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