Per anni i concerti di Francesco Guccini hanno avuto l'epilogo che tutti i fan conoscevano, ovvero il rito de "La locomotiva", probabilmente una delle sue canzoni più famose, racconto della storia dell'anarchico Piero Rigosi di cui il cantante venne a conoscenza per caso, ma che non poté non mettere per iscritto. La canzone fu inclusa in quello che probabilmente è uno dei suoi album più famosi e amati, quello, sicuramente, che gli diede la spinta definitiva verso la notorietà, rendendolo uno dei cantori, per antonomasia, della nostra società. Guccini amava le storie, ama scriverle, amava raccontarle in canzoni questa non poteva non incuriosirlo, visto il suo interesse verso le posizioni anarchiche.

Nata in pochi minuti

Leggenda vuole che l'abbia composta in pochissimi minuti, di getto e lo conferma anche a Fanpage.it che qualche settimana fa lo ha raggiunto nella sua casa di Pàvana per parlare del libro "Canzoni" pubblicato da Bompiani che ha affidato alla filologa e studiosa di letteratura italiana del Novecento Gabriella Fenocchio l'onore e l'onere di analizzare alcune delle sue canzoni, più o meno note al grande pubblico, per raccontarne la poetica: testi analizzati come se fossero poesie e contestualizzate agli album e al periodo storico in cui furono scritte. La storia della canzone, ormai è noto, è quella del fuochista anarchico Pietro Rigosi, che un giorno decise di prendere il comando di una locomotiva, appunto, per mandarla a schiantare contro una vettura alla stazione di Bologna. Rigosi sopravvisse e pare che non abbia mai spiegato il perché di quel gesto.

Come nasce La Locomotiva

"‘La locomotiva' l'ho scritta in brevissimo tempo, scrivevo una strofa e prendevo appunti ai margini del foglio per le rime della strofa dopo che mi era già venuta in mente e quindi c'è un accavallarsi di rima e di parole" ci ha spiegato il cantautore che ci tiene sempre a sottolineare che "questa non è una canzone politica, ma una canzone che è diventata politica, ma non nasce in quel modo, fa l'occhietto a un certo mondo, certo, ma nasce come canzone di ricordo anarchico della fine dell'Ottocento, di questo Rigosi. Era bello da raccontare questo fatto, una bella storia che mi è capitata per caso tra le mani… dato che con gli amici cantavamo spesso canzoni anarchiche". Guccini ha anche ricordato qual era l'ambiente che frequentava in quegli anni e quali le ispirazioni: "Poi avevo un cugino che era della Federazione anarchica di Carpi, quindi queste eravamo dentro atmosfere di canzoni come quelle di Pietro Gori, per dire, tipo ‘Addio Lugano bella' o canzoni spagnole anarchiche, come ‘A las barricadas', per esempio, ed è nata in quel modo lì. Insomma non nasce come canzone politica anche se poi è diventata una canzone di sinistra ma non è direttamente di politica"