Uno dei classici della musica leggera italiana, con le musiche di Lucio Battisti e il testo di Giulio Rapetti Mogol è "Il mio canto libero". Inserito nell'omonimo album, e lanciato come singolo insieme a "Confusione" nel novembre del 1972, il singolo fu pubblicato dall'etichetta discografica Numero Uno, rimanendo primo in classifica come singolo per 11 settimane consecutive. Un brano che racconta la primavera di un amore, da mantenere anche contro un mondo prigioniero della corruzione umana e del potere che degenera.

Il significato de Il mio canto libero

Nel novembre del 1972, insieme al singolo "Confusione", viene pubblicato nell'omonimo album "Il mio canto libero", il settimo per la leggenda della musica leggera italiana Lucio Battisti. Un singolo scritto da Mogol, che nasce da una base autobiografica. Il paroliere la scrisse dopo la separazione dalla moglie e l'incontro con la nuova compagna, la pittrice e poetessa Gabriella Marazzi, insieme a cui acquistò un mulino e un cascinale. Il brano affronta temi come il coinvolgimento sentimentale e l'amore analizzato dal punto di vista passionale, una riscoperta che i due ritraggono con un testo ricco di figure retoriche e scritto in chiave allegorica. In un mondo di silenzi che sceglie di non premiare la passione, Battisti canta: "Il mio canto libero sei tu, e l'immensità si apre intorno a noi, al di là del limite degli occhi tuoi". Un amore soffocato come "In un mondo che, prigioniero è", l'amore riesce a tenere uniti e liberi la coppia, come quando Battisti canta: "Respiriamo liberi io e te, e la verità si offre nuda a noi".

Il testo de Il mio canto libero

In un mondo che
Non ci vuole più
Il mio canto libero sei tu
E l'immensità
Si apre intorno a noi
Al di là del limite degli occhi tuoi

Nasce il sentimento
Nasce in mezzo al pianto
E s'innalza altissimo e va
E vola sulle accuse della gente
A tutti i suoi retaggi indifferente
Sorretto da un anelito d'amore
Di vero amore

In un mondo che (Pietre, un giorno case)
Prigioniero è (Ricoperte dalle rose selvatiche)
Respiriamo liberi io e te (Rivivono, ci chiamano)
E la verità (Boschi abbandonati)
Si offre nuda a noi (Perciò sopravvissuti, vergini)
E limpida è l'immagine (Si aprono)
Ormai (Ci abbracciano)

Nuove sensazioni
Giovani emozioni
Si esprimono purissime in noi
La veste dei fantasmi del passato
Cadendo lascia il quadro immacolato
E s'alza un vento tiepido d'amore
Di vero amore
E riscopro te

Dolce compagna che
Non sai domandare, ma sai
Che ovunque andrai
Al fianco tuo mi avrai
Se tu lo vuoi

Pietre, un giorno case
Ricoperte dalle rose selvatiche
Rivivono, ci chiamano
Boschi abbandonati
E perciò sopravvissuti vergini
Si aprono, ci abbracciano

In un mondo che
Prigioniero è
Respiriamo liberi
Io e te
E la verità
Si offre nuda a noi
E limpida è l'immagine ormai

Nuove sensazioni
Giovani emozioni
Si esprimono purissime in noi
La veste dei fantasmi del passato
Cadendo lascia il quadro immacolato
E s'alza un vento tiepido d'amore
Di vero amore
E riscopro te