Ha ragione Tommaso Paradiso quando parla de "I nostri anni" come di una canzone manifesto, come lo furono "Promiscuità" e "Sold out". È vero soprattutto in relazione al fatto che è nella sua natura di questi ultimi anni tentare di scrivere tutte canzoni manifesto, tutti inni, brani mondo che tentano di essere inni da stadio, qualcosa da best of, un best of fatto di tutte le canzoni scritte dall'ex Thegiornalisti. Non è questione di maniera, piuttosto il risultato degli ascolti di artisti e canzoni che col senno di poi hanno segnato la storia della musica italiana, da Vasco Rossi ad Antonello Venditti, due dei riferimenti del cantante.

Il significato de I nostri anni di Tommaso Paradiso

Con la crescita della popolarità l'impressione è che Paradiso abbia affinato sempre di più l'idea di racconto che ha in testa, puntando forte anche su una sorta di malinconia, di bei tempi andati, di quei giorni normali che erano sempre giorni speciali, per citarlo. Certo, "I nostri anni" – che segue "Non avere paura" – è un sunto di questa sua poetica, che per l'occasione si avvale anche della produzione di Matteo Cantaluppi, ovvero la mano che ha plasmato definitivamente il suono dei Thegiornalisti, di quel "Fuoricampo" che ha segnato la strada dell'It-Pop italiano. Il nuovo singolo di Paradiso è uno sguardo al passato, alla giovinezza di questo trentasettenne che ama immergere le sue storie nella nostalgia romana, usando la quotidianità ("i biscotti inzuppati nel latte") e i riferimenti culturali ("Alberto Sordi nelle tempie").

Tommaso Paradiso su I nostri anni

Lo stesso Paradiso, nella nota stampa di lancio dell'album racconta così il brano: "‘I nostri anni” nella linea temporale della mia carriera è una sorta di canzone manifesto, un po' come lo sono state “Promiscuità” o “Sold Out”. È come se ad un certo punto dovessi mettere un punto, tirare le somme, fare una foto che sappia cogliere un passaggio importante della mia vita. E questo è ciò che in effetti rappresenta “I nostri anni” per me. L'amicizia, l'amore, la mia città, il mio passato e il mio presente che vivono insieme in una sola canzone".

Il testo de "I nostri anni"

Eravamo così belli o almeno ci sembrava
ed un giorno normale era sempre un giorno speciale
con la riga di lato e i sogni oltre l’aldilà
facevamo le conte e i pensieri nel dettato
e le notti a studiare canto e matematica
con le spalle scoperte e la musica di mamma e papà
Roma, il sistema solare e il cuore chiuso nella pelle
Cosa, cos’è che ci fa sentire ancora sulle stelle?

Ma è chiaro che siamo noi
ma è chiaro che siamo
i biscotti inzuppati nel latte
con i discorsi dopo mezzanotte
e ci ridiamo ancora e ci piangiamo ancora qua

Mannaggia alla Befana
ma quanto ti ho voluto bene
e te ne voglio sempre di più
se chiudo gli occhi vorrei crollarti addosso
Roma, le fontane scheggiate, Alberto Sordi nelle tempie
Cosa, cos’è che ci fa sentire polvere di stelle?

Ma è chiaro che siamo noi
ma è chiaro che siamo
i biscotti inzuppati nel latte
con i discorsi dopo mezzanotte
e ci ridiamo ancora e ci piangiamo ancora qua
e non c’è un’altra cosa più vera
e più bella di questa
fanculo tutto
questi sono i nostri anni
i nostri anni
questi sono i nostri anni
i nostri anni
questi sono i nostri anni
i nostri anni
questi sono i nostri anni
i nostri anni
questi sono i nostri

i biscotti inzuppati nel latte
con i discorsi dopo mezzanotte
e ci ridiamo ancora e ci piangiamo ancora qua
e non c’è un’altra cosa più vera
e più bella di questa
fanculo tutto
questi sono i nostri anni
i nostri anni
questi sono i nostri anni
i nostri anni
questi sono i nostri