La tragedia che ha colpito Beirut in Libano, dove una serie di esplosioni hanno causato oltre 100 morti e migliaia di feriti, non poteva lasciare indifferente Mika. Il cantante, infatti, è nato a Beirut, prima di andare via dopo un anno: "[I miei genitori] Si sono spostati a Beirut, perché mio padre aveva avuto lavoro lì, poi sono nato lì, in mezzo alla guerra, siamo stati evacuati, perché un giorno tornammo a casa e un muro della parete non c'era più. A quel punto mia madre ha detto che era troppo pericoloso" disse il cantante, lo scorso anno, durante un'intervista a Fanpage.it.

Il dolore di Mika: Il mio cuore è a Beirut

E dopo l'esplosione avvenuta martedì 4 luglio, il cantante ha voluto esprimere il suo dolore e il suo cordoglio con un messaggio postato sui suoi social: "Sto guardando e leggendo con apprensione, tristezza e orrore quello che succede a Beirut – ha scritto il cantante che in Italia ha trovato il successo prima con "Grace Kelly" e poi conquistandosi un posto anche in tv con X Factor e con "Casa Mika" -. Ciò che è accaduto, la distruzione, i feriti, e le vite perse mi strazia. Possiamo anche non sapere ancora cosa sia successo di preciso ma il danno e la sofferenza è orribile. In questo giorno di quattro anni fa mi stavo esibendo a Baalbek in Libano. Ho passato la mia giornata guardando quelle immagini fantastiche e l'ho finito guardando le immagini di Beirut oggi con il freddo nelle ossa. Il mio cuore è con Beirut e con il Libano".

L'esplosione a Beirut

Il 4 luglio una serie di esplosioni hanno causato oltre 100 morti a Beirut. Pare che un incendio in una azienda di fuochi d'artificio abbia a sua volta innescato un'esplosione in un fabbricato in cui era conservato tonnellate di nitrato. Le indagini per capire le cause precise dell'esplosione e cosa l'ha causato sono in corso. Le immagini scioccanti dell'esplosione hanno fatto il giro del mondo, così come quelle di quello che rimaneva nei chilometri intorno ai fabbricati coinvolti. Immagini di disperazione e distruzione, con centinaia di morti – il numero continua a salire – e migliaia di feriti (sarebbero circa 4 mila) in un momento in cui il Paese affrontava anche gli effetti nefasti del Covid-19.