Dopo la scomparsa ieri del dj statunitense Erick Morillo, Giuseppe Folliero dei Daddy’s Groove ha voluto dedicare un ricordo ad uno degli artisti più importanti del panorama internazionale. Daddy’s Groove, il gruppo house di origine campane formato da Giuseppe Folliero e Carlo Grieco, ha ricordato quanto Erick Morillo fosse stato importante per tutta la scena house campana. Era stato ospite più volte alle serate “Angels of Love”, eventi che rappresentavano il punto di incontro per tutte le influenze house a Napoli.

Erick Morillo è stato una delle figure di riferimento mondiale per la scena house. Quando hai avuto la possibilità di sentirlo per la prima volta?

I primi ricordi di Erick Morillo sono le volte in cui è stato ospitato a suonare a Napoli. Sono andato almeno 4-5 volte a ballare con la sua musica, soprattutto alle serate degli “Angels Of Love”. Quelle serate hanno ispirato me e Carlo e ci ha avvicinati ad un mondo completamente nuovo nella nostra città.

Dopo aver mosso i primi passi nella produzione, siete stati influenzati dalla sua musica?

Erick è sempre stato un dj molto moderno, in grado di arrangiare le nuove sonorità con i pezzi classici. Oltre alle grandi collaborazioni con artisti come David Guetta e alle produzioni poi famose in tutto il mondo, Erick ci ha influenzato con tutte le sue tracce underground. Il suo modo di suonare, i suoi successi con la Subliminal Records, non possono non aver influenzato tutti quelli che amano questa musica. Anzi è stato lui ad aprire la strada a livello internazionale per quelli che volevano lavorarci con questa musica. Ci lascia un grande artista.

Grazie all’approvazione da parte di Erick, avete conquistato la nomination nelle “nuove scoperte” dell’iconico magazine Dj Mag. Quanto è stato importante per la vostra crescita musicale, ma soprattutto qual era il vostro rapporto, come vi siete conosciuti?

Purtroppo, non abbiamo mai avuto la possibilità di incontrarci da vicino e scambiare qualche parola. Ricordo sicuramente che vederlo suonare da vicino, soprattutto a Napoli mi ha emozionato tanto. Ricordo di averlo sentito anche in Spagna, al Patcha di Ibiza. Comunque, grazie a quel remix siamo entrati in una nuova dimensione, siamo riusciti a portare la nostra musica ad un livello successivo. Veder scritto il nostro nome in quel magazine è stata una grande soddisfazione.

Dopo le produzioni musicali con i the Kolors e la collaborazione con Marco Piccolo, avete qualche altro progetto in cantiere?

Il periodo del lockdown è stato uno dei momenti più intensi della nostra vita professionale, infatti abbiamo tanti progetti in ballo. Oltre a continuare la collaborazione nella produzione musicale dei The Kolors, stiamo lavorando con un cantante che ha già collaborato con noi nel brano “Surrender”. Abbiamo molte aspettative sul pezzo con Iossa. Stiamo anche collaborando con un’artista svizzera. Abbiamo tante cose in ballo e non vediamo l’ora di pubblicare tutta questa musica.