Stefano D’Orazio (LaPresse)
in foto: Stefano D’Orazio (LaPresse)

È stato Bobo Craxi a dare la notizia della scomparsa di Stefano D'Orazio, batterista dei Pooh, scomparso dopo che da giorni era ricoverato in ospedale. Craxi è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso de I Lunatici, il programma notturno di Radio2 condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio spiegando perché ha dato pubblicamente la notizia della morte del musicista e spiegando che è stato un gesto istintivo, fatto di getto, senza neanche starci troppo a pensare: "Ho dato la notizia, pensando che fosse già pubblica, non mi sono neanche posto il problema in se". Craxi lo ha scritto su twitter: "Stefano amico mio. Suona e scrivi anche lassù. Ciao!" si leggeva nel post che conteneva anche una foto di D'Orazio. A quel punto è arrivata l'ufficialità con un post comparso anche sulla pagina dei Pooh.

La notizia della morte di D'Orazio

"Ho dato la notizia accidentalmente, ho scritto di getto. Stefano aveva sofferto molto negli ultimi anni, è stato poco bene, negli ultimi due o tre anni" ha detto Craxi ai microfoni della radio. Si conoscevano da tantissimo tempo e negli ultimi anni si sono frequentati molto, continua Craxi: "Negli ultimi venti ci siamo anche molto frequentati, nel periodo in cui lui ha un po' abbandonato la carriera artistica piena. Non rinnegava affatto la cosa di essere uno dei Pooh, ma aveva tentato anche una via diversa, sapendo che nell'arte è importante essere poliedrici". Nei minuti successivi alla notizia su Rai Uno Loretta Goggi ha anche parlato di Covid: "Sapere della sua scomparsa così è stato un trauma. Non sapevo che avesse una malattia pregressa. Il Covid ha colpito ancora". Craxi ha detto che "Stefano era ricoverato da qualche giorno, aveva problemi di salute" senza però specificare di cosa si trattasse.

L'ultima canzone dell'ex Pooh

Stefano D’Orazio (LaPresse)
in foto: Stefano D’Orazio (LaPresse)

Stefano D'Orazio aveva scritto il testo di "Rinascerò, rinascerai", canzone che ha composto assieme a Roby Facchinetti, che lo aveva chiamato dopo aver visto le immagini dei mezzi dell'esercito che portavano via le salme dei morti di Covid a Bergamo: "Amava molto scrivere, si ritirava a Pantelleria e scriveva. I Pooh sono stati e sono il gruppo musicale più conclamato e più amato per la loro verve. Stefano ha sofferto molto il distacco da quell'esperienza, ma ha maturato anche l'idea di essere un uomo capace di fare altro. Era il motore del gruppo, quando hanno ripreso a fare alcune cose un paio d'anni fa, ha accettato di farlo di buon grado. Doveva molto ai Pooh". Il cantante ha continuato e negli ultimi anni aveva lavorato sempre con Facchinetti alla stesura di un musical ispirato al Parsifal che ispirò un album dei Pooh.

Il ricordo di Craxi

"L'ultima cosa che ha fatto Stefano è scrivere un testo molto bello quando accadde a Bergamo la tragedia che conosciamo legata al coronavirus. Aveva scritto un testo toccante, di speranza, che voleva rendere universale" ha ricordato Craxi, parlando proprio della canzone su Bergamo, il cui video su Youtube è stato visto oltre 16 milioni di volte: "Era molto contento di poter dare una mano, non gli sembrava di aver fatto una cosa retorica, si teneva sempre abbastanza lontano dalla retorica. In lui e nei Pooh c'è sempre stato un elemento di generosità. "