Non saremo migliori dopo la pandemia. È il parere, disilluso e tutt'altro che banale, di Francesco Guccini, che racconta la sua vita ai tempi del coronavirus in un'intervista radiofonica con Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1. E non sembra sperare molto in un futuro post-emergenza che, come alcuni ritengono, potrebbe trasformarci in persone più buone.

No, non ci credo. Anche dopo l'11 settembre si diceva che sarebbe cambiato tutto ma non è cambiato nulla. Se è la storia che non insegna o gli uomini che non imparano? Tutte e due le cose. Temo proprio che non impareremo, sono abbastanza cinico da questo punto di vista. È nella natura umana il dimenticarsi presto delle tragedie passate per riprendere la vita di sempre.

Come vive Francesco Guccini nei giorni del lockdown

Un commento più pessimista rispetto a quello enunciato a Propaganda Live qualche settimana fa, per il cantautore emiliano di Pavana, che sta trascorrendo con serenità questi mesi di isolamento forzato: "Cosa faccio? Quello che facevo prima, più o meno. Mi muovo poco, ascolto audiolibri, scrivo e guardo un po' la tv". Curiosamente, la musica non fa più parte della sua vita: "No, non la ascolto da anni, niente. Non suono neanche più la chitarra, credo di non esserne più capace, ammesso che lo fossi stato. Quale sarà la prima cosa che farò quando l'emergenza Coronavirus sarà terminata? Sicuramente andrò al ristorante con qualche amico". Peccato per chi sperava di sentirlo suonare "La locomotiva" o "Dio è morto" in diretta sui social come fanno molti colleghi in questi giorni.

Francesco Guccini compie 80 anni

Il prossimo 14 giugno, Guccini compirà 80 anni. Chissà se sarà possibile tornare a festeggiare: "Quando si compiono 80 anni non è che ci sia tanta voglia di fare grandi feste… Certo, è sempre il mio compleanno ma 80 anni sono tanti!". Dopo il disco "L'ultima Thule" del 2013, il cantautore si è ritirato dalla scena musicale al termine di una carriera straordinaria fatta di 23 album, numerose collaborazioni e un lunghissimo numero di concerti dal vivo. Da allora ha scelto di dedicarsi interamente alla carriera di scrittore, pubblicando libri come "Dizionario delle cose perdute", "Piccolo manuale dei giochi di una volta" o "Un matrimonio, un funerale, per non parlare del gatto".