Sanremo è Sanremo: che lo si ami o lo si odi, è innegabile che il Festival della Canzone Italiana, giunto alla sua 69esima edizione, abbia fatto la storia della musica nel nostro Paese.

Dal 1951 fino ad oggi sono tanti gli artisti che si sono esibiti sul palco dell'Ariston, prima in playback e poi dal vivo: per quanto le attenzioni sul Festival non riguardino sempre la musica, alla fine ciò che resta di Sanremo sono le grandi canzoni.

Sgomberiamo dunque il campo da ospiti, abiti e polemiche e prepariamoci a questo Sanremo 2019 lasciando parlare la musica: ecco una selezione delle più belle canzoni che hanno fatto la storia del Festival e che – non importa quanti anni fa siano state incise – continuano ancora a farci cantare quando le ascoltiamo. Dove? Su Amazon Music Unlimited, approfittando del periodo di prova di 30 giorni e delle tre diverse tipologie di abbonamento a misura di single, casa, famiglia e comitiva di amici.

Elisa – Luce (2001)

L'edizione di Sanremo nel 2001 fu un vero e proprio flop, nonostante la conduzione di Raffaella Carrà: tuttavia gli eccessi dei Placebo, la moglie di Ciampi che rimproverò Enrico Papi, il forfait all'ultimo secondo di Fiorello sono cose che ormai non ricorda più nessuno.

"Luce", il brano tratto dall'album Tramonti e Nord-Est, ce lo ricordiamo tutti e lo cantiamo ancora: un singolo che vinse contemporaneamente il Festival e il premio della critica, consacrando Elisa come una delle più interessanti interpreti italiane dopo molti singoli in lingua inglese.

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Gianna – Rino Gaetano (1978)

Un frac, un cilindro e un ukulele: così Rino Gaetano si presentò sul palco dell'Ariston nel 1978 per presentare la sua "Gianna": si tratta di una canzone che è diventata un vero e proprio cult, rimasterizzato e iper coverizzato.

Un outsider vero e proprio, che con le sue melodie orecchiabili e la satira velata metteva d'accordo destra e sinistra, critica e pubblico, aggiudicandosi il terzo posto nell'edizione 1978 condotta, tra gli altri, anche da Beppe Grillo.

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Domenico Modugno – Nel blu dipinto di blu (1958)

Una struttura melodica tradizionale e un arrangiamento innovativo, la lezione degli "urlatori" e lo swing americano, il tutto con un testo che è diventato icona dell'Italia nel mondo: "Nel blu dipinto di blu" di Domenico Modugno e Johnny Dorelli stravinse il Festival di Sanremo e inaugurò un nuovo tipo di musica italiana che ottenne un successo planetario.

Dai Gipsy King a Mina, passando per David Bowie e Paul McCartney, in moltissimi hanno coverizzato questo singolo, rimasto per tempo immemore ai vertici delle classifiche italiane e non.

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Lucio Battisti – Un'avventura (1969)

Si posizionò al nono posto "Un'Avventura" di Lucio Battisti: era il 1969, e l'atmosfera sessantottina incise anche sul Festival, tanto che Dario Fo e Franca Rame organizzarono un Controfestival che fu criticato dalla stessa sinistra.

L'edizione del 1969 fu la prima e unica volta in cui Battisti si esibì sul palco dell'Ariston, e il piazzamento del singolo risulta oggettivamente ingiusto, se consideriamo la popolarità che questa canzone ha ancora oggi.

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Mia Martini – Gli uomini non cambiano (1992)

A Sanremo 1992 Mia Martini presenta "Gli uomini non cambiano", una canzone con un testo meraviglioso, scritta dai compianti Giancarlo Bigazzi, Giuseppe Dati e Marco Falagiani: arrivò seconda dopo "Portami a ballare" di Luca Barbarossa, ma ottenne subito un grande riscontro di pubblico e critica.

Cos'ha questa canzone di speciale? Innanzitutto la voce graffiante di Mia Martini, poi il testo profondo e ben dosato, infine la descrizione di una condizione universale, che provano sia gli uomini che le donne: l'amore non corrisposto, che non passerà mai di moda.

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Vasco Rossi – Vita spericolata (1983)

 

Era il 1983 quando Vasco Rossi presentava a Sanremo uno dei suoi pezzi più celebri, "Vita spericolata": il pubblico di Sanremo non apprezzò i temi contenuti nel testo, e il cantante, in polemica con l'organizzazione, la sera della finale lasciò il palco prima della fine dell'esibizione, svelando il "segreto" del playback.

Cosa resta, oggi, di quel Sanremo 1983? Una grande canzone che ha portato Vasco Rossi in cima alle classifiche, nonostante "Vita spericolata" fosse arrivata al penultimo posto nella classifica sanremese.

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Luigi Tenco – Ciao amore, ciao (1967)

«Faccio questo come atto di protesta contro un pubblico che manda Io, tu e le rose in finale e una commissione che seleziona La rivoluzione»: questo il biglietto scritto da Luigi Tenco prima di suicidarsi, proprio a Sanremo, subito dopo l'eliminazione di "Ciao amore, ciao" dai brani in gara con un punteggio bassissimo.

Presentata all'Ariston insieme a Dalida, la canzone ebbe uno scarso successo tra il pubblico e i giudici, che preferirono mandare avanti nella competizione canzoni più "semplici". Dopo la morte di Tenco, l'album vendette circa 300mila copie: per quanto questo brano sia inevitabilmente associato a un evento terribile, si tratta comunque di un pezzo – e un evento – che ha fatto la storia della musica italiana.

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Daniele Silvestri – Salirò (2002)

daniele silvestri a sassari

Ci sono canzoni che vengono letteralmente castigate a Sanremo, a volte restio a comprendere quali sono i gusti e le esigenze del pubblico: "Salirò" di Daniele Silvestri è un caso eclatante di brani snobbati dal Festival ma amati dal pubblico.

Arrivato quindicesimo all'edizione 2002 del Festival di Sanremo, il brano di Daniele Silvestri è diventato un vero e proprio tormentone, ottenendo un successo commerciale e di ascolti enorme, rappresentando un compromesso giusto tra la melodia, l'orecchiabilità e un testo sensato.

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Anna Oxa – Un'emozione da poco (1978)

Sedici anni, un look punk e una canzone da brividi: la giovane esordiente Anna Oxa si presenta al Festival di Sanremo 1978 con "Un'emozione da poco", tra i suoi brani più amati e conosciuti. Buona la prima: la Oxa ottenne il secondo posto con 30 punti, con uno stacco di quasi 15 punti sulla canzone terza classificata, ovvero "Gianna".

Questa canzone è ancora molto presente nell'immaginario musicale italiano, ed è stata spesso coverizzata: attualmente la cover più popolare di questa canzone è quella, molto riuscita, di Luca Marinelli nel film "Lo chiamavano Jeeg Robot".

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Amedeo Minghi e Mietta – Vattene amore (1990)

Amedeo Minghi (LaPresse)
in foto: Amedeo Minghi (LaPresse)

Che edizione, Sanremo 1990: vinta dai Pooh con quel capolavoro che è "Uomini soli", questa edizione vede piazzarsi al secondo posto "Vattene amore" di Amedeo Minghi e Mietta, che con la sua voce e presenza scenica monopolizza l'attenzione e porta Minghi in secondo piano.

Diventata celebre e popolare soprattutto per il ritornello, la canzone alterna tonalità basse a vocalità elevate, e fu un vero e proprio successo commerciale: in Italia restò per 11 settimane nelle prime posizioni della classifica, ma divenne popolare anche in Francia, Argentina e Thailandia, pur senza nessuna operazione di tipo promozionale.

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Matia Bazar – Vacanze romane (1983)

Scritta da Carlo Marrale e Giancarlo Gozzi, "Vacanze romane" dei Matia Bazar è probabilmente il pezzo più riuscito e celebre del gruppo: merito di una melodia che riporta alle suggestioni della dolce vita felliniana, ma anche e soprattutto merito della voce formidabile di Antonella Ruggiero, prima e storica cantante del complesso.

Presentata al Festival di Sanremo del 1983, la canzone vinse il Premio della critica e arrivò quarta nella classifica generale, ma a guardare l'elenco delle canzoni in gara questa è l'unica, assieme a Vita Spericolata, a essere rimasta nel ricordo degli italiani.

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Mina – Le mille bolle blu (1961)

La più grande di tutti i tempi nella musica italiana ha partecipato a un solo Sanremo, e poi ha deciso che fosse meglio smettere: quando Mina, diciannovenne, partecipò al Festival di Sanremo nel 1961, la sua "Le mille bolle blu" non fu capita e non si classificò neppure tra le prime 10.

Fu una delusione per Mina, che era stata subito considerata iper favorita e che presentò un testo probabilmente troppo moderno per Sanremo. Appena saputo il piazzamento negativo, Mina scoppiò in lacrime, e a neanche vent'anni promise di non partecipare mai più a una competizione canora. Non ha mai infranto la promessa.

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Max Gazzè – Il solito sesso (2008)

Quella del 2008 è stata l'edizione in assoluto meno guardata di Sanremo, l'ultima di Pippo Baudo alla conduzione, la prima in cui ha vinto una cantante non italiana con un singolo tutto sommato dimenticabile. Ciò che fu realmente indimenticabile, e che a distanza di oltre dieci anni ricordiamo, è la partecipazione di Max Gazzè con il suo brano "Il Solito Sesso".

Divertente e al tempo stesso profondo, Gazzè racconta la telefonata di un uomo alla donna che ha appena conosciuto, con tutte le incoerenze, i giri di parole e la paura di essere fraintesi. Un vero e proprio gioiellino della musica italiana d'autore e d'avanguardia, che si piazzò dodicesimo ma che col tempo ha saputo prendersi una rivincita.

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Eros Ramazzotti – Adesso tu (1986)

Era il 1986 e il Festival di Sanremo era finanziato dalla Totip, che regalava un cavallo al vincitore. Ed è proprio questa edizione a essere vinta da un giovanissimo Eros Ramazzotti, che da quel momento spiccherà il volo della sua carriera fino a diventare l'artista italiano più popolare nel mondo.

La sua canzone "Adesso tu" presenta temi simili a quelli cantati in "Terra promessa", con cui aveva già vinto Sanremo Giovani: ma sarà il primo posto tra i "grandi" di Sanremo ad aprirgli la strada del successo planetario.

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Elio e le storie tese – La terra dei cachi (1996)

È il 1996, la scimmia di Gabbani e l'anziana ballerina de Lo Stato Sociale ancora non esistono, ma Elio e le Storie tese si presentano sul palco di Sanremo vestiti da extraterrestri e con una canzone diventata in poco tempo un vero e proprio tormentone.

"La terra dei cachi" spara a zero, sempre con il sorriso, sull'italianità e sui complessi ma faciloni anni 90 in Italia. Valse alla band un secondo posto probabilmente immeritato, dal momento che anche i Carabinieri stabilirono che Elio e le Storie Tese avessero preso più voti di Ron, che invece fu proclamato vincitore.

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Giorgia – Di sole e d'azzurro (2001)

Grandi sorprese nell'edizione del 2001 del Festival: se infatti la vincitrice è Elisa con la sua "Luce", il secondo posto se lo aggiudica Giorgia con "Di sole e d'azzurro", una delle canzoni più belle dell'artista nonchè uno dei pezzi più difficili dell'intera discografia italiana.

In equilibrio tra tonalità diverse, con un tripudio di acuti verso il finale, Giorgia non riesce a doppiare il successo sanremese – aveva vinto nel 1995 con "Come saprei" – ma regala al pubblico una performance emozionante e una canzone che tutti, ancora, ricordiamo.

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Malika Ayane – Ricomincio da qui (2010)

Correva l'anno 2010 quando Malika Ayane presentò a Sanremo "Ricomincio da qui", un brano in linea con la personalità eclettica della sua interprete, molto apprezzato dalla critica e dato per vincitore prima dell'inizio del Festival.

Le cose andarono diversamente: la canzone di Malika Ayane si classificò quinta, dietro a brani decisamente meno interessanti, e l'orchestra iniziò a rivoltarsi nei confronti delle scelte superficiali del pubblico. Il vincitore di quella edizione? Valerio Scanu con i suoi luoghi e laghi. Secondo posto, Emanuele Filiberto di Savoia.

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Lucio Dalla – Piazza Grande (1972)

Era il 1972 quando un Lucio Dalla appena trentenne saliva sul palco di Sanremo e cantava "Piazza Grande", tra le sue canzoni più celebri e significative. L'artista ne cura i testi insieme a Gianfranco Baldazzi e Sergio Bardotti, mentre la musica viene pensata insieme a Ron.

Destinata alla voce di Gianni Morandi, alla fine Lucio Dalla non riesce a separarsene e decide di interpretarla lui. Sarà un grande successo e un brano simbolo della sua poetica, ma a quell'edizione del Festival si classificherà solo ottavo.

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Patty Pravo – …E dimmi che non vuoi morire (1997)

C'è un aneddoto su "E dimmi che non vuoi morire", la canzone cantata da Patty Pravo e scritta per lei da Vasco Rossi e Gaetano Curreri degli Stadio: pare che Vasco volesse far dire a Patty Pravo "Vuoi far l'amore con me?", e quindi avesse deciso di scriverle una canzone.

Il brano vinse il premio della critica e ottenne immediatamente un grande successo commerciale, pur classificandosi all'ottavo posto nella competizione. È un brano che è invecchiato molto bene, fino a diventare un classico della canzone italiana.

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Massimo Ranieri – Perdere l'amore (1988)

Massimo Ranieri canta "Perdere l'amore" a Sanremo.
in foto: Massimo Ranieri canta "Perdere l’amore" a Sanremo.

Correva l'anno 1988, e il brano di Massimo Ranieri "Perdere l'amore" stravinse sbaragliando le canzoni concorrenti e totalizzando un punteggio altissimo; scritta da Marcello Marocchi e Giampiero Artegiani, fu scartata per l'edizione precedente del Festival, quando la interpretò Gianni Nazzaro.

La forza di questa canzone sta infatti, da un lato, nell'indiscussa qualità di testo e musica, dall'altro dalla grandissima interpretazione di Massimo Ranieri: votato in quel periodo all'attività teatrale, egli seppe unire la sua bellissima voce con una forte presenza scenica, che gli permise di interpretare al meglio la canzone e aggiudicarsi la vittoria.

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Bonus track: Francesco Gabbani – Occidentali's Karma (2017)

Francesco Gabbani al Festival di Sanremo 2017 (LaPresse)
in foto: Francesco Gabbani al Festival di Sanremo 2017 (LaPresse)

La nostra selezione è terminata, ma come in tutti gli album ecco la nostra bonus track, la ventunesima canzone che ancora cantiamo. È vero, sono passati soltanto due anni, ma Francesco Gabbani e la sua "Occidentali's Karma" continuano a farsi ascoltare e canticchiare.

Merito di una innovazione "disruptive" – la scimmia che balla sul palco di Sanremo è qualcosa di indimenticabile – ma anche della capacità di creare una canzone melodica, intelligente, che piace a tutti. Gabbani ha vinto l'edizione 2017 di Sanremo a mani basse, e ha dimostrato che forse è ancora possibile trovare un compromesso tra valore del testo, valore della musica e successo di pubblico.

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Dal 1951 fino a oggi sono tante le canzoni presentate a Sanremo che ci sono rimaste nelle orecchie e nel cuore. Se queste sono le venti canzoni che innegabilmente hanno cambiato un po' la storia della musica italiana, ce ne sono molte altre da poter aggiungere alla lista per diverse ragioni.

Come fare ad ascoltarle tutte? Su Amazon Music Unlimited ci sono circa 50 milioni di brani, con la possibilità di iniziare in qualsiasi momento a provare il servizio gratuitamente. Se poi siete degli addicted di Sanremo, su Amazon è disponibile anche una sezione dedicata alla kermesse con esclusive, album in anteprima e vinili in edizione limitata.

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