Francesca Micielin e Fedez (ph Fabrizio Cestari)
in foto: Francesca Micielin e Fedez (ph Fabrizio Cestari)

In conferenza stampa per presentare la loro "Chiamami per nome" Fedez e Francesca Michielin hanno spiegato un po' come è nata la canzone e come si sono ritrovati nei mesi di lockdown. L'impressione, supportata anche da Fedez, è che sia lui quello un po' più in ansia, non a caso è quello, tra i due, all'esordio sul palco dell'Ariston, dove era stato solo anni fa accompagnando Lorenzo Fragola. Francesca Michielin, invece torna dopo qualche anno, quando arrivò seconda, vivendolo quindi da protagonista, anche grazie alla presenza all'Eurovision.

Il ritorno in duetto per Michielin e Fedez

Un duetto che ripropone due artisti che con "Magnifico" e "Cigno nero" hanno scritto due hit degli ultimi anni: "Sono molto emozionata di tornare con Fede, la prima volta è stata un'emozione pazzesca perché avevo 20 anni e l'ho vissuta come un campeggio, quando salirò, questa volta, ne avrò 26 ma sarà un'esperienza nuova, non in hotel ma monolocale" dice Michielin, mentre Fedez non nasconde la sua ansia: "È il mio primoSanremo è ho un po' di ansietta, anche se ho voglia di vivere questa esperienza come tale, contando anche che non c'è alcun tipo di progetto discografico da promuovere".

La scrittura di "Chiamami per nome"

Sì, perché Fedez non ha album appena usciti o in uscita, almeno annunciati, mentre l'attenzione è su "FEAT (Fuori dagli spazi)", il repack dell'album della cantante uscito nel 2020 a ridosso del lockdown: "‘Chiamami per nome' è inserito in ‘Feat fuori dagli spazi'. Parlando del pezzo posso dire che è una canzone che mi emoziona molto, a me che non succede automaticamente: sono legata a questo pezzo e sono felice di portarlo all'Ariston. Rispetto al passato si evince il fatto che c'è una consapevolezza diversa sia dal punto di vista testuale che musicale: il testo è sì un brano d'amore, ma più trasversale rispetto a ‘Magnifico' e ‘Cigno nero', avendo lavorato come duetto abbiamo deciso di proporre una struttura diversa, poi c'è un arrangiamento minimale a cui ho voluto aggiungere quella che per me è una coperta di Linus, ovvero un synth come il Korg M1, che rappresenta un po' il suono della mia infanzia".

Il significato della canzone

Francesca Michielin spiega che in Chiamami per nome raccontano una crescita stilistica e una consapevolezza maggiore, sia a livello testuale che musicale, rispetto alle collaborazioni fatte in passato: "Questa canzone mi emoziona molto, la vivo come un manifesto dell’anno appena passato – spiega la cantante -, che ci ha messi tutti a dura prova. Esordire sul palco dell’Ariston dicendo ‘oggi ho una maglia che non mi dona / ma vorrei dirti non ho paura / vivere un sogno porta fortuna', rappresenta la consapevolezza di essere in una situazione complessa ma voler comunque continuare a inseguire i propri sogni, credere nella musica, avere speranza. È un brano leggero e sognante ma filantropico, una luce nei momenti di buio, e molto trasversale: una canzone d’amore, sì, ma anche universale, che ognuno può declinare un po’ come vuole. Da un punto di vista musicale è stato inoltre un esercizio di sottrazione, è molto minimale, lascia spazio alle emozioni". Fedez aggiunge: "‘Chiamami per nome' affronta principalmente le tematiche dell’amore, ma riflette anche le insicurezze del momento attuale, in cui siamo fortunati a vivere il grande privilegio della speranza"

La scrittura del brano e il podcast di Michielin

Il brano è stato scritto anche con la collaborazione di Mahmood e Davide Simonetta ed il lavoro si è svolto tra Zoom e sessioni in studio, come spiegano i due artisti: "Abbiamo deciso di provare a fare sessioni in studio, in maniera del tutto nuova, anche il metodo che abbiamo trovato per mettere in piedi un brano ha una peculiarità dettata dal periodo che abbiamo vissuto. Per me è stato un momento di socialità importante, anche solo darsi appuntamento su Zoom con Fra, Mahmood, è stata boccata di ossigeno là dove la routine era abbastanza pesante". "Ale (Mahmood, ndr) lo conosco da una quantità enorme di anni, eravamo piccolini, giovani, facemmo questo viaggio in treno, ci siamo conosciuti e piaciuti anche se la nostra collaborazione nasce con Cheyenne, quindi solo poco tempo fa" spiega Michielin che presenta anche una novità, ovvero un podcast che uscirà tra qualche giorno: "Dal 25 febbraio uscirà il mio primo podcast, a cui sto lavorando tantissimo e si interroga per cosa lottano le donne oggi, inviterò donne e uomini e parlerò di vari temi".

La sensazione di Sanremo senza pubblico

Sarà un Sanremo senza pubblico in teatro, ma la cosa non sembra metterli granché a disagio anche perché entrambi hanno già vissuto l'esperienza di esibirsi in un luogo vuoto: "Ho già provato l'esperienza di suonare senza pubblico, per supportare Scena Unita: è diverso ovviamente, ma credo che in un momento come questo il segnale da dare è esserci" dice Fedez, a cui fa sponda Michielin, forse la prima a sperimentare il live in streaming, pioniera e con ottimi risultati di resa: "È stata un'esperienza surreale perché quando sali sul palco è come se il concerto lo fai metà tu e metà il pubblico, però in questa situazione la salute e la sicurezza sono al primo posto, quindi sono d'accordo con scelta, ma canteremo pensando al pubblico da casa. Spero, però, che l'estate prossima si possano riproporre dei concerti in sicurezza".