"La tragica notizia della morte di Diego mi ha spezzato il cuore, caro amico mio e grande uomo", ha scritto Fausto Leali per ricordare Diego Armando Maradona, morto a 60 anni per un arresto cardiaco. Il mondo del calcio – e non solo – è in lutto e il cantante ha condiviso su Instagram una foto scattata a casa sua a Napoli nel 1987, l'anno in cui è nata la loro amicizia: "Il mondo dello sport ti piange e ti ricorderà per sempre come il più grande del mondo, addio caro amico, buon viaggio". Leali, come ha ricordato, ha partecipato anche al matrimonio di Maradona con Claudia Villafañe, una festa passata agli annali e celebrata il 7 novembre 1989, con 200 ospiti portati a Buenos Aires a bordo di un Jumbo, capi di stato e giornalisti tra gli invitati. Abbiamo sentito Fausto Leali, che ha raccontato a Fanpage.it maggiori dettagli sulla nascita della loro amicizia e sulla festa di nozze. Tutto iniziò in quanto Maradona era un suo fan sin da bambino.

Si dice che Maradona la invitò perché conosceva a memoria la canzone "A chi". Come vi siete conosciuti?

Quando uscì "A chi" lui aveva 7-8 anni e se ne era innamorato perché era la sigla di una telenovela argentina. Io l'ho conosciuto nel 1987 perché ero andato a Sanremo con "Io amo". Lui sguinzagliò i suoi "cagnolini" dicendo "Io voglio conoscere Fausto Leali". Così una sera – stavo facendo una serata – arrivò il suo manager Guillermo Coppola e mi disse che avrebbe voluto fargli una sorpresa. L'indomani mattina mi vengono a prendere alle 10 e un quarto, vado a casa sua, dove c'era un piccolo palchetto con degli strumenti. Gli piaceva fare il karaoke. Lui andava a poco a fare gli allenamenti con i suoi colleghi, ma dedicava le mattine ai ragazzi che volevano imparare a giocare a calcio, ci andava gratuitamente. Alle 11.30 è rientrato e ci ha trovati tutti lì, io con la chitarra a cantare "Tu, solamente tu…". Lui è diventato bianco, rosso, verde, non credeva che il suo idolo di quando era ragazzino fosse lì. Con Claudia, che allora era la sua ragazza, e altri giocatori del Napoli di allora, diventammo amici e ci frequentammo per un po'. Poi a un certo punto ha deciso di sposarsi e mi ha invitato al matrimonio.

Ci può dire qualche aneddoto su quelle nozze leggendarie?

Siamo partiti da Roma a bordo di un 747 che aveva affittato. C'era anche Franco Califano. A Barcellona abbiamo caricato tutti i suoi ex colleghi e siamo andati a Buenos Aires. Lì siamo andati in un posto dove ci aspettava l'asado (piatto tipico argentino a base di carne, ndr) e abbiamo cominciato a mangiare e cantare. Il giorno dopo c'era il matrimonio. Una cosa sconvolgente, non ho mai visto niente di simile in vita mia. In chiesa c'era la Nona di Beethoven suonata almeno da 300 persone tra orchestra e coro. Noi eravamo tutti in smoking. Siamo andati a cena in un posto enorme, con quattro palchi: c'era l'orchestra sinfonica, l'orchestra pop, un quartetto d'archi e un'orchestra classica argentina. Al tavolo degli sposi, con i famigliari, c'era anche il Presidente dell'Argentina. Una serata molto allegra! C'erano televisioni di tutto il mondo.

Com'era il vostro rapporto? E quando vi siete sentiti l'ultima volta?

Ci siamo sentiti per parecchio tempo. Poi lui se n'è andato, ha avuto i problemi che sappiamo. L'ultima volta ci siamo sentiti un po' di anni fa, per un po' avevo provato a chiamare a casa ma si vede che era cambiato il numero. Pensi che una volta, non ci vedevamo da un po', ci siamo trovati per caso a Orlando, a Disney World. Quanti miliardi di persone ci saranno a Disney World? E quanti posti ci saranno dentro Disney World per incontrarsi? E noi ci siamo incontrati, con la mia famiglia e la sua famiglia!