Uscirà il 13 luglio e si chiama "Faccio quello che voglio" il quarto singolo della carriera breve e folgorante di Fabio Rovazzi che, a ridosso dell'estate, torna con una nuova canzone che come le altre arriva all'interno di un progetto che oltre alla forma canzone prevede anche un video, confermando l'autore di "Andiamo a comandare" come qualcosa che non riesce a limitarsi alla sola musica, come conferma anche ai microfoni di Fanpage.it pensando a un futuro album ("Fare video è la mia passione, se devo scegliere tra le varie passioni – ne ho molteplici, sono abbastanza poliedrico, mi interesso di tante cose – quella di scrivere e dirigere video è senza dubbio il mio interesse più grande e spero di portarlo al Cinema"). Anche questa volta Rovazzi chiama attorno a sé una serie di ospiti speciali, che spaziano dalla musica alla tv e al Cinema con Emma, Nek, Al Bano, ma anche Diletta Leotta, Eros Ramazzotti, Massimo Boldi, RIta Pavone, Fabio Volo e Roberto Pedicini.

Come nasce il nuovo singolo

"Il singolo è nato da idea semplice, tutti mi dicono ‘sei brutto e non sai cantare' e questa cosa mi ha portato a concepire un video in cui rubo le voci e l'aspetto di altri cantanti – dice Rovazzi ai microfoni di Fanpage.it -. Chiaramente non è un concetto semplice quindi ho dovuto concepire una storia che ha generato un video molto lungo, dove spiego questo concetto: scopro da Gianni Morandi, quindi, che gli artisti, per paura di perdere il proprio talento, hanno deciso di materializzarlo sotto forma liquida per quanto riguarda la voce e sotto forma di una pillola per quanto riguarda l'aspetto e conservarlo all0interno di un caveau sicurissimo. Chiaramente nel video entro in questo caveau in maniera molto semplice e da lì nasce tutto".

La rottura con Fedez

Uno degli argomenti più discussi della conferenza stampa che il cantante ha tenuto non poteva, però, non essere la rottura con Fedez, il cantante che lo prese sotto l'ala protettrice della sua Newtopia lanciandolo e dandogli popolarità. Qualche settimana fa i giornali hanno riportato che tra i due i rapporti si erano incrinati, ma non ci sono motivi ufficiali: "I motivi di questo allontanamento professionale sono, come dire, cazzi nostri, ma non sono neanche chissà che. Detto questo io rimarrò sempre grato e non sputerò nel piatto in cui ho mangiato e non dirò mai niente di Federico, nel senso che lui mi ha sempre dato una mano, mi ha dato una grossa spinta all0inizio e di questo gliene sono estremamente grato ma abbiamo due personalità completamente diverse, due velleità artistiche completamente differenti e chiaramente unendo l'amicizia al lavoro c'è stato anche un divario a livello di amicizia, tutto qua".

Il rapporto con artisti storici

Al Bano e Morandi sono due degli artisti con cui ha collaborato, quasi ad assumere il ruolo di "svecchiamento" che, però, un po' respinge: "L'onore più grande è lavorare con i pezzi della Storia italiana e come ho fatto con il progetto con Morandi, mi è piaciuto coinvolgere Al Bano, Massimo Boldi, personaggi incredibili con cui ho sempre desiderato collaborare, non è insito nei miei compiti di dover svecchiare, poi nel momento in cui un personaggio di quel calibro e di quella generazione entra in un mio prodotto, automaticamente si svecchia ed entra a far parte di un contesto un po' più nuovo, ma non è quello il mio obiettivo".