Ennio Morricone (Foto Cosima Scavolini/Lapresse)
in foto: Ennio Morricone (Foto Cosima Scavolini/Lapresse)

È rimasto lucido fino alla fine Ennio Morricone il Maestro della musica italiana morto questa notte a 92 anni. Lo ha detto dichiarato ai giornalisti Vincenzo Denaro, Ordinario e primario emerito di ortopedia del campus Biometrico dove era ricoverato il musicista e amico di famiglia. Una lucidità che lo ha portato a pensare fin nei minimi dettagli quello che sarebbe successo dopo la sua morte, dal necrologio scritto di suo pugno e che comincia con: "Io Ennio Morricone sono morto. Lo annuncio così a tutti gli amici che mi sono stati sempre vicino ed anche a quelli un po' lontani che saluto con grande affetto", fino al funerale che ha voluto privato, per evitare troppo clamore, decidendo anche quali persone invitare.

Quando si è ammalato Ennio Morricone

I problemi di salute di Ennio Morricone risalgono a cinque anni fa, a una frattura che si procurò nel mese di agosto del 2015, un mese prima di un atteso concerto all'Arena di Verona: "La storia risale a circa sei sette anni fa, al primo episodio: Ennio Morricone cade, improvvisamente, ha una frattura importante, siamo al 6-7 agosto 2015 e lui nei primissimi giorni di settembre un grande concerto che vuole onorare assolutamente perché hanno venduto già 10 mila biglietti all'Arena di Verona, mi prega di operarlo e di farlo in modo tale da poter fare entro un mese il concerto. Vede la forza d'animo di questa persona che con la forza di volontà dopo un mese è andato a dirigere un concerto di due ore a Verona" ha spiegato Denaro.

L'ultima caduta e la frattura

Nonostante ciò il Maestro ha continuato a suonare e girare il mondo, vincendo anche un Oscar, nel frattempo. Un mese fa, però, un problema respiratorio lo ha portato a un'altra frattura. Un incidente che, questa volta, gli è stata fatale: "Circa un mese fa ha subito un'altra caduta, ma questa volta non più su base traumatica, perché è inciampato, ma perché è venuto meno a causa di un disturbo respiratorio: si è fatto un'altra frattura, operata immediatamente, poi è passato alla Medicina interna dove è stato assistito fino ad ora, con una difficoltà respiratoria che l'ha portato alla morte. Morte che si aspettava, che era prevista, nei piccoli dettagli, pensando anche alla modalità del funerale, alle persone da invitare, non voleva nessuna pubblicità".

Lucido fino alla fine, parlando dell'aldilà

Sempre Denaro lo descrive come un uomo dalla "personalità molto forte, un grandissimo personaggio solido, schivo di tutto ciò che è pubblicità, a cui piaceva vivere da solo con questa sua famiglia meravigliosa". Il medico ha anche parlato delle ultime ore del Maestro che, appunto, rimasto sempre lucido si poneva domande sull'aldilà: "L'ho sentito ieri mattina, ed era lucido, è stato sempre lucido, per quanto sofferente. Parlavamo dell'aldilà, lui era credente e ci si chiedeva con chi si sarebbe alleato salendo in paradiso, se con Beethoven o con Mozart e gli piaceva molto questa cosa, moltissimo. Una volta che ha visto che non ce la faceva più aveva desiderio di salutare e andarsene all'altra vita".