Emma Marrone era intervenuta per esprimere il proprio dolore riguardo l'attentato di Manchester con un tweet in cui aveva scritto: "Un risveglio doloroso … la rabbia e il dolore .. la paura …" con l'emoticon delle mani unite in preghiera. Ieri sera, però, ospite del programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, ha articolato al meglio il proprio pensiero su quello che è successo dopo il concerto di Ariana Grande, quando un uomo si è fatto esplodere uccidendo 22 persone e ferendone oltre 100. A seguito dell'attentato, in molti , tra gli artisti, si sono chiesti se fosse meglio continuare a suonare o fermarsi, se far continuare la musica per dimostrare come non si possa fermare il divertimento o prendersi un attimo di pausa per riflettere sull'accaduto.

È la stessa domanda che nel 2015 ci si pose all'indomani della strage parigina del Bataclan, quando la stessa cantante scrisse che "Non si deve morire in nome di nessun dio .. Di nessuna ideologia .. Per nessuna bandiera .. Il pensiero libero e la libertà per me sono sinonimi di vita, ognuno dovrebbe avere la possibilità e il diritto di essere e di pensare e di vivere senza la paura di morire per la mano di qualcun altro". Oggi, a domanda precisa, la cantante salentina ha risposto: "È una situazione abbastanza variabile, ormai colpiscono obiettivi a caso, non solo i concerti. Basta vedere quanto successo a Londra, sul ponte, o a Nizza. L'obiettivo dei terroristi è metterci tanta paura addosso e paralizzare le nostre vita. Bisognerà attrezzarsi con maggiori sicurezze ma la musica e la vita non potranno mai fermarsi davanti a queste cose orribili: sarebbe come farli vincere due volte”.

E parlando della Grande, che dopo che in un tweet si era detta distrutta, aveva chiesto scusa e in seguito annullato un pezzo di tour ha continuato: "Credo che in questi casi, lei [Ariana Grande, ndr] sia diventata un obiettivo e andare in giro per il mondo sarebbe un disastro rischiando di esser un obiettivo. Inoltre – ha continuato – credo che sia scioccante per un artista fare un concerto sapendo che ci sono stati 22 morti, psicologicamente è difficile affrontare di nuovo il palco".