Eddie Van Halen (Getty Images)
in foto: Eddie Van Halen (Getty Images)

La morte di Eddie Van Halen lascia un vuoto enorme in diverse generazioni, ma soprattutto in chi, tra la fine degli anni 70 e gli anni '80, si avvicinò al rock. Se dovessimo stilare una classifica di cosa è stato il rock in quegli anni sarebbe impossibile tenere fuori dalla lista la chitarra di Van Halen. Album come "Van Halen" o "1984" giusto per citarne due, con hit del calibro di "Jump", "Panama", "You really got me", "Ain't talkin' ‘bout love" e "Runnin' with the devil" sono ormai classici, assoli che sono nella testa di tantissimi, brani che conosciamo, che canticchiamo anche senza sapere chi sia stato a scriverlo, caratteristica, appunto, dei brani cult. Cresciuto in un'epoca in cui il rock era protagonista assoluta dei giovani, Van Halen è riuscito a ritagliarsi uno spazio fondamentale, diventando anche padre putativo, ispirazione, come l'Eric Clapton, epoca Cream, lo fu per lui: è stato Slowhand la sua più grande ispirazione come ha più volte ribadito.

I Mozart della chitarra

Ma oltre ai fan, Van Halen è stato celebrato, da vivo e anche adesso che non c'è più, da tantissimi musicisti, chitarristi in particolare, che suonando non hanno potuto fare a meno di misurarsi con la sua tecnica. C'è chi, come Satriani lo ha definito il più grande della loro generazione e chi, come Tom Morello (ma anche Nikki Sixx dei Motley Crue), ha parlato di lui paragonandolo a Mozart. E la cosa bella è che ovviamente nessuna di queste affermazioni – che sentiamo spesso quando si parla di artisti appena scomparsi – stride, neanche l'iperbole mozartiana se, ovviamente, come fa l'ex Rage Against the Machine, è contestualizzata e presa come omaggio più che come provocazione.

La reazione degli artisti italiani

Il mondo della musica italiana ha reagito alla notizia con stupore, ricordando uno dei più grandi musicisti rock della generazione. Da Elisa che ha voluto ricordare il loro primo incontro nel 2004 quando era negli Stati Uniti a registrare l'album "Pearl Days", al ricordo di Vasco Rossi che lo definisce una leggenda del rock nelle sue storie. Pensieri anche dal mondo del rock italiano, con Francesco Sarcina e Piero Pelù che hanno voluto contribuire con un pensiero sul proprio profilo Instagram. Una scomparsa che lascia un vuoto nel mondo della musica come viene definito anche da Laura Pausini ed Eros Ramazzotti.

Il ricordo dei musicisti

Tra l'altro è lo stesso Van Halen che in un'intervista a Rolling Stone in cui parla anche delle sue ispirazioni, a un certo punto canticchia la Quinta di Beethoven, giusto per capire da dove è partito. Tommi Iommi dei Black Sabbath lo ha ricordato così: "Sono distrutto dalla notizia della morte del mio caro amico Eddie Van Halen. Ha lottato una lunga battaglia con il cancro fino ad arrivare alla fine. Eddie era una di quelle persone speciali, un amico", Gene Simmons dei Kiss ha scritto: "Il mio cuore è spezzato, Eddie non era solo un dio della chitarra, ma un'anima genuina", Lenny Kravitz ha detto che "il paradiso sarà più elettrico, adesso", mentre Brian Wilson dei Beach Boys ha twittato: "Eddie è stato un grandissimo chitarrista e ricordo quanto siano stati grandi i Van Halen". Tra i tanti chitarristi è arrivato anche il ricordo di Flea, bassista dei Red Hot Chili Peppers che lo ha ricordato come un "cuore creativo, un vero rocker (…) Break through to the other side, fratello" ha scritto citando i Doors.