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Ecco perché LIBERATO è la colonna sonora perfetta per lo scudetto del Napoli

LIBERATO è tornato a sorpresa per la festa scudetto del Napoli, tre giorni prima del suo 9 maggio: l’artista misterioso è la colonna sonora perfetta per questo scudetto.
A cura di Francesco Raiola
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Un suono fresco, che unisce urban, dance, rap, lo mescola alla tradizione napoletana (riprendendo testi di alcuni classici) e attitudine da stadio, con i cori che ormai conosce tutta Italia inseriti in tempi non sospetti nelle canzoni, basti pensare a "Gaiola portafortuna" in cui sono citati versi del coro "Un giorno all'improvviso", a quei versi "Coerenza e mentalità, e quanno sent ‘sta musica azzurra me par poesia (…) E quanno veco ‘sta maglia sudata me pare magia" in "‘O core nun tene padrone" o a "We come from Naples", entrambe in collaborazione con Robert Dal Naja dei Massive Attack, altro tifoso storico del Napoli, grazie anche alle sue origini partenopee.

Durante la festa scudetto organizzata da De Lurentiis allo stadio Diego Armando Maradona, al termine della partita vinta con la Fiorentina, col 23° gol di Osimhen e la prima vittoria in casa da Campione d'Italia, il Napoli ha organizzato una festa scudetto prima ancora di quella che ci sarà all'ultima di Campionato. Una serata che ha avuto nella musica un momento importante dello spettacolo con le esibizioni di Jovine ed Emiliana Cantone, Clementino (con la sua "Napoli Rmx" diventata una delle canzoni più amate dai tifosi), Edoardo Bennato, uno scatenato Geolier e un'esibizione a sorpresa di LIBERATO, appunto, musicista misterioso che da qualche anno è uno dei progetti più interessanti della musica italiana.

Artista che pubblica sporadicamente e che tra un'uscita e un'altra scompare del tutto, LIBERATO si è ritagliato un posto nel cuore dei napoletani anche grazie alla sua attitudine Ultras, non a caso ha scritto la colonna sonora del film omonimo di Francesco Lettieri, regista di tutti i suoi video e artefice del racconto iconografico del progetto. Il cantante è arrivato mascherato, ovviamente, con occhiali da sole e si è esibito in "O core non tene padrone" con in coda al lettura della formazione completa del Napoli e un "Forza Napoli sempre". A quel punto ha intonato "Tu t’e scurdat' ‘e me" per finire con una versione tutta sua del coro "La capolista se ne va". E alla fine il post su Instagram di spalle davanti alla statua di Maradona con la scritta: "T'aggio aspettato ‘na vita sana" ("Ti ho aspettato una vita intera")

LIBERATO è la colonna sonora perfetta di questo scudetto, anche per l'attitudine che ha, per l'iconografia che da sempre lo accarezza, il font che usa è quello Ultras (che si chiama "Ultras liberi") e come detto i cori delle curve sono parte integrante delle sue canzoni. È un mescolare continuamente alto e basso, modernità e tradizione, incuneandosi perfettamente nel racconto della città, in più è un artista "da esportazione" come detto in questi anni, amato oltre i confini partenopei, racconto che ben collima con quello della città in questi ultimi anni. Ed è un progetto di successo, che oltre ai momenti di enorme visibilità lascia una traccia che continua anche nell'invisibilità in cui torna dopo le varie uscite: "Me staje appennenn' amò" in Mare Fuori è un esempio, questo concerto a sorpresa ne è un altro, il milione. mezzo di stream su Spotify un altro ancora. E siamo prossimi al 9 maggio – titolo della prima canzone di LIBERATO -, col Napoli che ha vinto lo scudetto: preparatevi perché qualcosa succederà.

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