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Doja Cat è tra le artiste più divisive del panorama americano, tra TikTok e le accuse di razzismo

Accuse di razzismo, omofobia, di idealizzazione di relazioni tossiche e tanto altro ancora. Anche questo potrebbe essere parte del successo di Doja Cat, artista statunitense diventata virale su TikTok grazie alla challenge che include il suo singolo “Say so”. Una figura dell’industria discografica, che sin da subito ha avuto scontri con artisti del calibro di Lana Del Rey e Nas.
A cura di Vincenzo Nasto
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Gli ultimi tre anni di Doja Cat, nome d'arte della statunitense Amala Ratna Zandile Dlamini, sono stati una continua provocazione della cantante verso lo showbusiness statunitense, un successo che si è portato dietro più polemiche di quanto ci si aspettasse. La cantante di "Say so", che tra qualche giorno sarà protagonista del video del remix di "34+35" con Ariana Grande e in collaborazione con Megan Thee Stallion, ha suscitato la rabbia del suo pubblico in più momenti della sua carriera, dalla costruzione di un modello femminile diventato virale sui social, in cui l'ostentazione della propria figura diventa anche il rifiuto di avvicinarsi a un uomo che non abbia la possibilità di mantenere le sue ingenti spese, alle accuse di razzismo reclamate anche da Nas nel suo singolo/dissing "UltraBlack". Nel frattempo il suo successo musicale è stato confermato negli anni, anche grazie all'aiuto di TikTok che ha reso decisamente virali alcuni dei suoi brani contenuti nell'ultimo album "Hot Pink", permettendole di approcciarsi alla collaborazione con alcuni artisti come The Weeknd in "In your eyes".

Il successo di Say So su TikTok

Doja Cat deve gran parte del suo successo a TikTok, in grado di spingerla in alto nel dicembre 2019 attraverso la creazione di una challenge che avesse come tema principale il singolo "Say so", contenuto nel suo ultimo album "Hot Pink". Il risultato? 16,2 milioni di video con il singolo in riproduzione in sottofondo sulla piattaforma cinese, un risultato che vede subito l'intervento di Nicky Minaj nella registrazione di un remix, a rendere il tutto una bomba a orologeria. Quasi 700 milioni di ascolti su Spotify l'hanno resa una delle icone del 2020, un risultato certificato anche dagli American Music Awards e dagli Mtv Music Awards che l'hanno premiata come la miglior artista rivelazione dell'ultimo anno.

Relazioni tossiche e la polemica con Lana del Rey

Nel frattempo anche la collaborazione con Saweetie, fidanzata di Quavo, componenti del trio Migos, in "Best Friends" è diventata l'occasione per il web di fortificare o distruggere il proprio parere sul successo di Doja Cat. Da una parte si sono schierati molti attivisti per il benessere mentale, dopo un messaggio che le due cantanti hanno proposto, non solo nel loro singolo, ma anche attraverso i social: "È il vostro uomo quando riesce a mantenere le vostre spese". Un messaggio che è stato declinato in maniera più pratica da Saweetie in una diretta Instagram, in cui afferma: "Se il tuo uomo non ti può pagare una Gucci Bag, hai sbagliato uomo". Un segnale che nei giorni passati sembra esser passato anche nell'ultimo singolo di Cardi B "Up", un modello femminile che piano piano si sta facendo strada e tenta talvolta di intrecciarsi, talvolta distruggere il modello machista del rap americano. Sulla definizione di relazione tossica, lo scorso maggio 2020 è stata anche l'occasione di un'aperta polemica di Lana del Rey nei confronti della stessa Doja Cat, affermando come i media avessero sempre colpito la cantante di "Summertime Sadness" sulla costruzione di storie che idealizzavano relazioni tossiche, mentre con esempi come Doja Cat avvenisse esattamente il contrario. Una polemica che ha avuto commenti, poi cancellati dalla stessa cantante, ma che fotografano quanto sia diventata influente come personaggio musicale.

Razzismo, omofobia e l'attacco di Nas in Ultrablack

Come TikTok possa averla lanciata tra le prime posizioni della classifica mondiale, non sembra essere un segreto. L'immaginario di Doja Cat e la sua voce, compatibile con un universo musicale lo-fi e trap, è solo una delle mosse utilizzate dalla cantante. A questo si unisce un costante gioco al rialzo dell'ego sui social, che però negli anni passati ha avuto scricchiolii pesanti. Basta ritornare ai primi mesi del 2018, quando su Twitter vennero recuperati alcuni suoi tweet omofobi nei confronti di Tyler The Creator e Earl Sweetshirt. Ma l'omofobia non è l'unica cosa di cui Doja Cat viene accusata. Nello stesso momento in cui sui social si imponeva la polemica tra la cantante e Lana Del Rey sulle reazioni dei media alla narrazione di relazioni tossiche, è trapelato su Twitter un suo brano del 2015: "Dindu Nuffin", un termine utilizzato dalla destra radicale statunitense per ridicolizzare le vittime afro-americane di violenza da parte della polizia. La struttura social su cui si appoggia molta della fortuna musicale di Doja Cat sembrava stesse per cadere, spintonata anche dalla leggenda newyorkese Nas. Il rapper, nei mesi successi alla pubblicazione di "Dindu Nuffin", ha pubblicato il suo ultimo album "King's Desease", in cui è contenuto il singolo, prodotto da Hit-Boy "Ultrablack". All'interno del singolo Nas canta dell'orgoglio black americano e in un verso allontana Doja Cat, affermando di non star lottando per i neri d'America, nel pieno delle battaglie sociali per "Black Lives Matter". Una risposta è arrivata pochi giorni dopo, proprio su TikTok, dove la cantante schernisce Nas, affermando ironicamente di essere preoccupata e arrabbiata per la canzone. Le ultime polemiche sui social, soprattutto su TikTok l'hanno costretta a postare meno contenuti sulla piattaforma, per sua stessa ammissione: "Ormai non posto più su TikTok, vedo solo commenti che cercano di manipolarmi psicologicamente. Non è più un ambiente sicuro". Ombre e luci di un rapporto troppo poco filtrato con le piattaforme, il segreto del successo iniziale, che adesso Doja Cat dovrà mantenere.

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