"Rosè", Mia Martini, quelle "piccole e violentate, molte quelle delle borgate", sono tante le donne cantate nella sua lunga carriera da Enzo Gragnaniello, una delle voci più amate di Napoli, artista viscerale, che ha trasformato la strada in poesia e che nel 2019 ha vinto ancora una volta il Premio Tenco per la migliore opera in dialetto grazie al suo ultimo album "Lo chiamavano vient' ‘e terra" (AreaLive). Parlare con Gragnaniello è immergersi nelle storie di alcuni dei più grandi artisti italiani, da Pino Daniele a Mia Martini, che ospitò a casa in uno dei momenti più bui della cantante, scrivendole "Donna", canzone che le avrebbe dato una nuova possibilità. Nessun filtro, una vita che meriterebbe un romanzo a sé, la faccia scolpita dal vento di terra e un bisogno continuo della musica, la sua vera vacanza, come dice presentando lo spettacolo Neapolis Mantra, un’opera multidisciplinare ideata dal regista e coreografo Mvula Sungani, che vede insieme in scena l’étoile Emanuela Bianchini e lo stesso cantante, che negli anni ha scritto canzoni per Roberto Murolo, Andrea Bocelli e Dulce Pontes, tra gli altri.

La donna che Gragnaniello si porta dentro

Proprio da "Donna" parte l'idea di questo spettacolo che debutta a Sorrento nella versione acustica, per poi proseguire con una prima nazionale al Teatro Ristori di Verona, in collaborazione con i Filarmonici di Verona e i Virtuosi Italiani e successivamente partire per un tour nelle maggiori città italiane: "Vedere questo spettacolo che parte dalle mie canzoni non può che mettermi allegria, io scrivo le canzoni, poi queste mi lasciano e appartengono a chi le ascolta" dice Enzo Gragnaniello che aggiunge: "L'unica donna che mi abbia veramente ispirato è quella che mi porto dentro. In questa società misogina c'è bisogno di femminilità, è fondamentale che ci sia".

Neapolis Mantra e il racconto di Napoli

Neapolis Mantra sarà uno spettacolo multidisciplinare in cui si mescolano musica, teatro e danza e si inserisce nell'ambito della rassegna "Sorrento incontra" che si terrà nella città campana dal 18 luglio all'8 agosto sulla terrazza della villa comunale Salve D'Esposito, con ingresso gratuito: "Tutto il Festival sarà al femminile, Enzo è l'unico uomo ma con la sua sensibilità era perfetto. Neapolis Mantra è un percorso nel mondo della donna, direi spirituale, e sarà uno spettacolo multidisciplinare. Abbiamo creato delle coreografie che potessero dare suggestione ai testi di Enzo, renderli tridimensionali anche grazie alla physical dance". Nell'idea degli organizzatori l'Italia è solo uno degli approdi dello spettacolo, la volontà, infatti, è quella di riuscire a portarlo all'estero, partendo dagli Stati Uniti, portare nel mondo questo spettacolo che usa le canzoni dell'artista napoletano anche per parlare della città in maniera differente: "Napoli è un brand sempre più importante – continua Sungani, che del Festival è anche direttore artistico -, e nel mondo i circuiti internazionali cercano proprio un racconto diverso della città". L'anteprima sorrentina, intanto, vedrà la partecipazione del Piccolo Circo dei Sogni di Paride Orfei e quella di Federica Totaro, interprete dei testi teatrali scritti da Antonino Giammarino.

Gli appuntamenti di Sorrento incontra

Saranno otto gli appuntamenti totali di questa rassegna che vede tra le protagoniste voci femminili campane e non. Tra queste ci saranno Flo, cantante e attrice napoletana che porterà la sua "Mentirosa" sul palco sorrentino il 23 luglio, Gabriella Martinelli, che il 31 luglio "canterà storie, con ironia e con la sua voce importante che racconta i luoghi, i suoni e i colori che hanno formato la sua crescita artistica", mentre il 6 agosto toccherà a Marina Mulopulos, cantante italo greca che da molti anni lavora in modo sperimentale sulla voce come strumento e l'8 agosto a Ginevra De Marco, una delle più apprezzate esponenti del nuovo folk italiano.