Cosa pensa Napoli di Liberato? Per lui circa 20 mila persone hanno invaso il lungomare della città per il primo concerto organizzato in quella che potrebbe essere la sua città e discusso dei 40 minuti di concerto, dividendosi tra gli entusiasti e quelli che hanno criticato alcuni problemi tecnici (soprattutto di audio). Una divisione che il progetto si porta appresso da un anno circa, quando a ogni uscita dei singoli gli appassionati di musica discutevano non solo delle singole canzoni, ma anche del progetto tout court e sul suo essere prodotto a tavolino. Un'operazione di marketing, si dice, talvolta con accezione negativa.

Le parole di Nino D'Angelo

E proprio di marketing parlano anche due dei principali esponenti di un certo mondo della Musica napoletana, quella meno black, probabilmente, ma con un peso specifico molto importante. In un'intervista a Fanpage.it, ad esempio, Nino D'Angelo parla di "un'operazione davanti a cui bisogna togliersi il cappello, con un marketing fortissimo". Ma il cantante, che è in giro a portare il suo spettacolo parla anche dell'importanza di avere un progetto che parla napoletano e ci vede anche qualche riferimento alla sua carriera: "Credo che LIBERATO sia un mio fan. Io ho fatto da cavia per tutti questi nuovi artisti, ho preso gli schiaffi che si sarebbero presi loro, sono stato la cavia perché sono stato il primo neomelodico".

Per D'Alessio operazione che ha fatto centro

Nella discussione sul progetto più caldo del momento interviene anche Gigi D'Alessio, che in un'intervista al Roma (via) dice che quello di LIBERATO è "un’operazione di marketing centrata al 1000%. Credo che abbia tutte le carte in regola per fare una grande carriera. Gli augurio un grande ‘in bocca al lupo' a lui e alla sua musica, non ne ho la più pallida idea di chi sia".