Ermal Meta torna al Festival di Sanremo 2021 con "Un milione di cose da dirti" e alle spalle una vittoria tra i Big. Si rimette in gioco in quella che è una delle vetrine più importanti della musica italiana, che in questi anni ha riacquistato una centralità sempre maggiore. Il cantante di "Non mi avete fatto niente" torna in una delle edizioni più giovani di questi ultimi anni, con colleghi che su quel palco hanno già vinto e altri che ci salgono per la prima volta. Per lui sarà il sesto Sanremo, il quarto da solista (il primo con gli Ameba4 e il secondo con La Fame di Camilla tra i giovani) e l'ennesimo da protagonista e chiaramente nel novero dei più quotati per la vittoria finale.

Ermal Meta e "Un milione di cose da dirti"

Ma lui non la pensa così, l'idea è quella di ritrovare il palco dopo un'annata molto particolare e una voglia immensa di ricominciare: "Su quel palco non si va mai da favoriti, sarebbe un errore pensarla così. Mi ha spinto a tornare la voglia di ricominciare e ne abbiamo tutti voglia. Mi aspetto che sia veramente rinascita, ho una gran voglia di salire sul palco" ha detto a Fanpage.it. Il palco dell'Ariston è per il cantante pugliese una seconda casa, ormai, come ha scritto lui stesso su Instagram, annunciando la sua partecipazione al festival: "La vita è un viaggio meraviglioso, ma saper tornare a casa è tutto".

Il significato di Sanremo per Meta

In questi ultimi anni la percezione del festival è molto cambiata, con le conduzioni Conti/Baglioni/Amadeus, si è andati sempre più verso soluzioni meno imbalsamate, si è cercato di guardare alla musica contemporanea, a quello che succede realmente nell'Italia. Un'Italia e un mondo discografico che è cambiato, con lo streaming che pesa sempre di più nel computo complessivo, ma un occhio anche ad artisti riconosciuti per la loro qualità. E Meta unisce sia la qualità che un pubblico enorme, con una delle fanbase più attive: "Sinceramente non ho mai pensato che andare a Sanremo fosse uno stigma negativo. Su quel palco vogliono andarci tutti, pure quelli che non ci vogliono andare – continua Meta a Fanpage.it -. Presentare ad un pubblico così vasto le cose nuove su cui stai lavorando è importante. Il festival è un punto di passaggio, di partenza. Si sbaglia secondo me quando lo si considera un punto d’arrivo".