Lo ha scritto Francesco Prisco sul Sole 24 Ore e adesso è complesso non tornare ad Aretha Franklin ogni volta che ascolteremo "La luna e la gatta", ultimo singolo di Takagi e Ketra che vede per la prima volta unirsi in band – i Barboodos – Jovanotti, Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti e Calcutta, ovvero il passato e il presente del pop (cantautorale) italiano. La canzone è una di quelle destinate ad accompagnarci per molti mesi, come ormai la coppia di produttori ci ha insegnato, grazie a produzioni come quella di "Roma-Bangkok" cantata da Baby K e Giusy Ferreri e a quelle firmate da loro come "L'esercito del selfie", "Da sola (in the night)" e "Amore e capoeira".

"Don’t play that song for me" della Franklin

C'era molta attesa per questa nuova uscita, sia per quanto riguardava il misterioso trio, sia per quanto riguardava la strada che avrebbero intrapreso i due che in passato si erano liberamente ispirati di volta in volta a qualche filone musicale. Questa volta la nota stampa parlava di un pezzo che metteva insieme "il Soul, le colonne sonore Spaghetti Western anni ‘70 e l’Urban Pop" e in effetti c'è un po' di tutto in questa canzone, ma c'è soprattutto "Don’t play that song for me" classico scritto da Ahmet Ertegün e Betty Nelson e portato al successo dalla cover che ne fece anni dopo Aretha Franklin.

Un'ispirazione soul

È indubbio che per "La luna e la gatta" Takagi e Ketra abbiano preso ispirazione da questo classico, tra l'altro i due produttori, qualche mese fa, furono protagonisti proprio di un omaggio – improvvisato e anche per questo, probabilmente, non fortunatissimo e non per causa loro – dal palco del DeeJay On Stage di Riccione. Un'ispirazione importante per Takagi e Ketra che, però, non citano espressamente la cantante – non ve n'è traccia nella nota stampa e neanche tra i credits – anche se, chiamata in causa da Prisco, la Sony "fa sapere che la «Natural Woman» fa parte delle ispirazioni del brano". Insomma, in un mondo, quello digitale, in cui una quantità enorme di musica è accessibile a una quantità enorme di persone, è difficile perdersi citazioni del genere e in fondo citando apertamente si permetterebbero dei tragitti musicali interessanti che darebbero forza al progetto, non lo svilirebbero. Se proprio non lo si vuole ascrivere al mondo dei "sample", insomma, sarebbe stato interessante almeno dare dei punti di riferimento più precisi a chi ascolta, in fondo sarà divertente vedere primeggiare in radio e cantare dai ragazzi di tutta Italia un pezzo così fortemente ispirato da una delle più grandi artiste della Musica contemporanea.