Pare che lo strappo tra il Direttore Artistico del Festival di Sanremo Claudio Baglioni e il Ministro degli Interni Matteo Salvini sia stato ricomposto giovedì scorso con una telefonata chiarificatrice che avrebbe messo le cose a posto, stando a quanto riportano "fonti del Viminale" citate dall'Agenzia Ansa. Dopo le violente polemiche dei giorni scorsi, che hanno dettato l'agenda per qualche giorno e obbligato quasi tutti a prendere posizione sull'argomento, la querelle tra il cantante e il Politico sia stata appianata con una telefonata che le cronache vorrebbero "dai toni cordiali" che hanno permesso che "l'incidente fosse lasciato alle spalle".

L'incidente sarebbe quello scaturito a seguito di una domanda fatta durante la prima conferenza stampa ufficiale del Festival, a cui erano presenti Baglioni, Claudio Bisio e Virginia Raffaele. Alla domanda di una giornalista sul significato della conduzione di un Festival in un periodo in cui l'argomento migranti era molto caldo (domanda non casuale, dal momento che per anni Baglioni è stato direttore artistico di un festival, "‘O scià" che si teneva a Lampedusa e aveva proprio questo argomento come filo conduttore), il cantante aveva risposto molto poco diplomaticamente, accusando questo Governo e i precedenti di aver fatto molto poco, parlando di farsa e di poca umanità: "Viviamo in un Paese incattivito, rancoroso, nei confronti di chi non è piacevole, non ci è amico, guardiamo gli altri con sospetto e credo che le misure messe in atto da questo Governo e da quelli precedenti non siano all'altezza – aveva detto Baglioni -. Ne prendo 3 io, quattro tu, siamo alla farsa", ma il Ministro non aveva gradito e aveva risposto su Twitter: "Canta che ti passa, lascia che di sicurezza, immigrazione e terrorismo si occupi chi ha il diritto e il dovere di farlo".

Tutto risolto, insomma, anche se le polemiche forse non si finiranno qua, soprattutto quando sul palco dell'Ariston saliranno finalmente le canzoni, che quest'anno oltre al mai domo amore, avranno non pochi temi sociali, compreso quello dei migranti, con canzoni più o meno esplicite (ci sono un paio di "porti chiusi") e anche una canzone, quella dei Negrita, che fa direttamente riferimento al "comandante", nome con cui è chiamato proprio Salvini.