Ermal Meta e Fabrizio Moro (LaPresse)
in foto: Ermal Meta e Fabrizio Moro (LaPresse)

"La canzone di Meta e Moro, ‘Non mi avete fatto niente', rientra nel perimetro del regolamento" dicono alla Rai e al Festival di Sanremo, confermando a più di 24 ore dall'esplosione del caso una confusione che pare non placarsi. La classica conferenza stampa del mattino è stata monopolizzata, per quanto riguarda la prima parte, solo da questo, con i giornalisti abbastanza straniti e i dirigenti Rai e sanremesi in evidente difficoltà. Il problema, indipendentemente dal piacere o meno della canzone, che risultava tra le favorite per la vittoria finale, è una gestione suicida di un caso che poteva essere risolto con delle scuse, innanzitutto, ed eventualmente con la canzone spostata fuori dalla gara, come avvenne con Riccardo Sinigallia qualche anno fa, o almeno tutelandola al meglio.

Invece si è citato l'ufficio legale, si è parlato di cambiamento della forma canzone (sic), e ci si è attaccati a cavilli legati che alla fine hanno snervato un po' tutti, dando l'impressione di non aver saputo ammettere una svista, un errore – chiamatela come vi pare, che se non fosse stato così, ci sarebbe stata una linea anche da prima dell'inizio – e andare avanti. Così ne escono male un po' tutti: Moro e Meta – autori ben noti nel panorama – che si ritrovano con chi gli chiede perché non portare una canzone completamente nuova, evitando imbarazzi a destra e manca. Benché si cerchi di spostare il discorso sempre sulla presunta accusa di plagio di cui nessuno parla più (ma è più facile da contrastare), il punto resta che bastava proporre una canzone completamente inedita per risolvere tutto (continua a non esserci molta chiarezza su chi sapeva cosa).

La Rai e il festival pagano una gestione incomprensibile, che ha portato anche a fraintendimenti, come quello della cancellazione del link che portava alla canzone originale, nonché una linea che non è mai stata comune, facendo falle un po' ovunque. Non era facile gestire questa patata bollente scoppiata nel post prima serata, ma anche a 36 ore dal caso in conferenza stampa si è vista un po' di indecisione, quasi che non fossero convintissimi neanche loro. Cancellare qualcuno da una gara è sempre un dispiacere, però a volte salva la faccia e fa un favore ai concorrenti, soprattutto se ci si muove in un campo normativo dalle maglie troppo larghe.