in foto: Cesare Cremonini (ph Giovanni Gastel)

I “possibili scenari” per Cremonini sono quelli che si potranno aprire con questo nuovo album di uno dei talenti del pop italiano, tornato con il singolo “Poetica” che ha spiazzato chi si aspettava qualcosa di più standard, ricevendo una buona accoglienza di pubblico e critica. Cremonini torna a distanza di tre anni da “Logico”, che raggiunse la certificazione platino e questa volta si è preso un po’ di tempo in più: “Ho avvertito che questa volta avevo alzare l'asticella. Mi faceva più paura saltare da lassù e per tuffarmi da lì ho dovuto tirare fuori un coraggio che mi ha fatto sentire di fronte a una scelta: o sei uomo di fronte al tuo lavoro, oppure potrai avere un secondo o un terzo posto assicurato, ma sarai un codardo… Con quest'album ho scelto di essere onesto con il mio lavoro, la musica. È la via più difficile, però mi è arrivato in cambio tanto!" ha detto ai microfoni di Fanpage.it.

Un disco che può meravigliare.

Parla di percorso profondo parlando di questo nuovo album da cui si aspetta molto, non fosse altro per i rischi che ha detto di essersi preso, la voglia di fare qualcosa fuori dai binari sicuri: “È stato un percorso profondo, importante per me, realizzare questo disco perché due anni di vita non sono pochi da dedicare a un'esperienza come quella di realizzare un album. Sono certo di aver fatto un disco che può meravigliare, che è la più grande fortuna che puoi avere come musicista”.

Poetica e i 10 anni di libertà artistica.

L’idea è che l’accoglienza del disco possa essere la stessa che ha visto per il primo singolo che gli ha regalato, spiega, 10 anni di libertà artistica, “la possibilità di fare il musicista e di avere un pubblico curioso di quel che stai facendo e non che si aspetta qualcosa che sfami la sua idea di successo o la sua idea di te.  Qualcosa che ogni volta ti faccia conoscere in maniera diversa”.

L'influenza di Dalla e Battisti.

Nel disco si sente molto un’influenza della musica italiana degli anni 60 e 70 e sebbene Creminini non la smentisca, parla più di approccio, citando “artisti visionari di quegli anni”, come Dalla e il Battisti di “’Anima Latina’ che è un disco irreplicabile, ma è anche un'iniezione di fiducia. Se tu stai facendo un album, ascoltare quel tipo di prodotti discografici perché respirare quella libertà espressiva ti fa venire voglia di portarla con te, anche nel tuo viaggio nei confronti della musica.

La sfida del tour negli stadi.

Cremonini ha anche annunciato le prime date del tour che lo vedranno impegnato negli stadi: il 15 giugno a Lignano (Stadio Teghil), il 20 giugno a Milano (Stadio San Siro), il 23 giugno a Roma (Stadio Olimpico) e in chiusura a Bologna il 26 giugno allo Stadio Dall’Ara. Pensa in grande l’ex Lunapop, e questa scelta la dice lunga sulla sua fiducia nell’album e nell’accoglienza che potrà avere: “Innanzitutto riempire gli stadi è una grande sfida per cui, come vuole la tradizione, si parte sempre da tre stadi molto importanti: quello della tua città, poi Milano e Roma per ovvie ragioni. E da lì, poi, si va avanti e si capisce cosa si vuole fare. Sicuramente l'impatto che hanno avuto ‘Poetica' e il lancio del tour negli stadi sul pubblico è stato talmente positivo come feedback che ci fa pensare che in futuro si possa andare oltre. Però si parte da lì”