Il movimento #FreeBritney sta facendo sempre di più passi in avanti, arrivando ieri ad esser riconosciuto pubblicamente dalla popstar Britney Spears. Durante un'udienza pubblica sulla tutela del suo patrimonio, il suo avvocato ha affermato: "A questo punto della vita in cui sta cercando di riguadagnare in qualche modo la sua autonomia, Britney ha apprezzato il supporto dei suoi tanti fan". Una novità nella diatriba che vede coinvolta la cantante, che per la prima volta si è aperta ufficialmente ad un movimento che sempre di più sta sostenendo la sua battaglia pubblica.

L'origine della contesa

La diatriba legale all'interno della famiglia Spears, che vede il padre James e Britney come protagonisti principali dal 2009, si aggiorna di mese in mese. Dopo che lo scorso anno il padre, dopo 10 anni di supervisione sulla tutela del patrimonio e di Britney stessa, si era fatto momentaneamente da parte lasciando la palla in mano all'avvocato Andrew Wallet, sono iniziate le prime richieste della cantante di una maggior autonomia sui propri fondi. Un patrimonio che si aggira attorno ai 60 milioni di euro, a cui si aggiungono altri piccoli conti per il futuro sereno dei due figli. Da allora il movimento #FreeBritney ha accompagnato la battaglia legale dell'artista, senza però mai esser riconosciuta ufficialmente. Anzi il padre James Spears ha sempre commentato la situazione apostrofandola come uno scherzo, additando la folla di teorie cospirazioniste.

La prima contestazione alla tutela

Nel frattempo, durante la pausa del padre lo scorso anno per motivi di salute, la tutela dell'artista è stata affidata all'avvocato Jody Montgomery. In questi 12 mesi, Britney Spears e il suo avvocato hanno incominciato a presentare per la prima volta una obiezione alla mozione di tutela di James Spears nei suoi riguardi. La cantante, sostenuta anche dal fidanzato Sam Asghari, ha presentato in sua difesa accuse sulla chiarezza della scelta di un tutore per il suo patrimonio. A questo si aggiunge una tutela che per Britney Spears è durata troppo, affermando che la supervisione di 11 anni sarebbe stata giustificata soltanto da gravissimi problemi di instabilità mentale, che la cantante non si attribuisce.

L'estromissione del padre

L'ultima mossa di Britney Spears è stata la richiesta della conferma di Jody Montgomery come suo supervisore personale, ma soprattutto la richiesta di tutela del patrimonio affidata alla compagnia finanziaria Bessemer Trust. Questa scelta estrometterebbe da tutte le decisioni sul patrimonio della cantante il padre, che ha intenzione di continuare la battaglia legale per far sì che ciò non avvenga. Proprio su questa ostinazione di James Spears spinge la protesta del movimento #FreeBritney, che giudica il comportamento del familiare più legato alla tematica monetaria che al benessere di sua figlia. Una contestazione che adesso ha anche l'appoggio pubblico di Britney in persona.