Un brano che promette di far ballare, innovativo dal punto di vista della musica e con un messaggio semplice quanto universale. Boomdabash, band salentina reduce dal successo dell'ultimo anno, quando la sua "Non ti dico no" è stata considerata la canzone più trasmessa dalle radio italiane del 2018, arriva per la prima volta sul palco del Festival di Sanremo con "Per un milione", non rinunciando al proprio sound ma adattandolo alla platea dell'Ariston. "Fondamentalmente volevamo portare un brano che fosse reggae ma non troppo, più adatto a Sanremo – hanno detto ai microfoni di Fanpage.it – . Non era facile, anzi era un'impresa difficilissima. Siamo però riusciti a creare una via di mezzo e siamo molto contenti. Per quanto riguarda l'arrangiamento, siamo andati molto vicini a quello che sono le produzione di Takagi e Ketra con Boomdabash, quindi siamo riusciti a fondere gli stili e ci piace molto il risultato finale".

"Per un milione" parla di attese e di cose semplici. "Dell'attesa di avere un figlio o di quella di portare il caffè la mattina alla persona che si ama, o ancora quella della nonna che spera in un terno per cambiare la vita sua e al proprio figlio. Quindi è molto personale la percezione di questa canzone. La cosa bella è che ha un doppio ritornello, quindi c'è la prima parte e poi c'è la coda che ha la stessa durata della prima. Abbiamo cercato di fare questa cosa un po' diversa dal solito, facendo sì che il drop sia un altro ritornello. Su quest'ultimo ci abbiamo messo i bambini, che abbiamo voluto fortemente perché danno il senso a tutto il brano", hanno sottolineato.

Importante il legame con l'orchestra: "Con loro abbiamo un rapporto bellissimo. Ci siamo presentati dicendo che siamo ansiosi e che abbiamo bisogno del loro aiuto. È stato fantastico fondere l'elettronica nostra con l'orchestra e su questo punto vogliamo ringraziare il maestro Chiaravalle che è salito con noi sul palco perché ha creato proprio quello che noi volevamo". Per la stesura del brano Boomdabash ha deciso di coinvolgere Federica Abbate, Cheope Mogol e Rocco Hunt, che salirà con loro sul palco dell'Ariston nella serata del Festival dedicata ai duetti. "La scelta di Rocco è stata fatta proprio perché volevamo qualcuno che sul palco avesse la nostra stessa attitudine. Con lui cercheremo di farvi ballare. Siamo dei terroni".