Nonostante la popolarità arrivata per la partecipazione a The Voice of Italy del 2014, Suor Cristina Scvuccia ha ben presente qual è la sua strada. La suora cantante, infatti, lo scorso 8 settembre ha professato i voti perpetui, a Milano, nella Basilica di Sant’Ambrogio davanti all'arcivescovo di Milano, Mario Delpini, proseguendo un percorso che non aveva, in realtà, mai messo in dubbio e che cercava e cerca tutt'ora di far combaciare al meglio possibile, tenendo la musica come passione e i voti come indirizzo di vita. Anzi, come ha spiegato al settimanale Oggi la sua popolarità ha aiutato la sua crescita.

Il successo e la vocazione

"Il successo però non mi ha allontanato dal mio cammino. Anzi, credo che abbia contribuito molto alla mia crescita spirituale e personale" ha spiegato al settimanale Suor Cristina che oltre a The Voice, dove l'esibizione che le permise di entrare in gara diventò virale, facendo il giro del mondo e finendo anche sulla bocca di artiste come Whoopi Goldberg, Alicia Keys  e alla presentatrice Ellen DeGeneres, è stata anche una delle protagoniste dell'ultima edizione di ballando con le Stelle. Suor Cristina, poi, oltre ad aver pubblicato due album, quello d'esordio "Sister Cristina" e l'ultimo, nel 2018, "Felice", ha anche pubblicato il libro "Piccola guida alle gioie quotidiane. Sei settimane per trasformare la tua vita con la preghiera".

Il canto la riavvicinò al Signore

A Oggi, quindi, ha spiegato anche l'importanza e l'emozione dei voti e della promessa fatta proprio davanti all'Arcivescovo di Milano, confessando anche il momento più importante di quella giornata: ""Il cuore mi batteva fortissimo – ha confessato – Il momento più forte è stato quando mi sono prostrata a terra in segno di consegna totale a Cristo". Nella sua biografia pubblicata dal Portale della Diocesi di Milano Suor Cristina ha anche parlato di quando si allontanò dalla Chiesa per poi riavvicinarsi tramite il canto: "Quando è arrivata l’adolescenza mi sono allontanata per un po’ dalla Chiesa, a seguito anche di avvenimenti poco piacevoli che ho dovuto affrontare in famiglia. Mi arrabbiai con Gesù e non riuscivo a capire perché Lui stesse tradendo la mia fedeltà, ferendomi così tanto attraverso situazioni della vita molto dolorose. Così gli voltai le spalle. E mi dedicai soltanto alla mia passione: il canto. Fu proprio attraverso il canto che il Signore, dopo anni di distacco, mi richiamò a sé".