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Vincenzo Cairo, da TikTok a “Dimmi”: “Non ero convinto della musica, ora sogno Sanremo e un album”

Vincenzo Cairo è uno dei creator di TikTok italiani più importanti della scena, e lo scorso anno ha esordito nel mondo della musica con la pubblicazione di due singoli: “Come lo spieghi” e “Dimmi”, brani che raccontano il cerchio dell’amore, dai primi momenti felici alla malinconia dei tempi passati quando una relazione finisce.
A cura di Vincenzo Nasto
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Ha collezionato oltre quattro milioni di stream su Spotify con la pubblicazione dei suoi primi due singoli, ma Vincenzo Cairo, 20enne romano, aveva pensato di non voler proseguire la sua carriera nel mondo della musica dopo l'uscita del suo brano d'esordio "Come lo spieghi". Uno dei creator italiani di TikTok più famosi, ma anche uno studente universitario d'economia, e adesso anche una passione per la musica che nasce in famiglia, condividendola con il padre e la sorella, in un'atmosfera da "High School Musical". Tra sogni per il futuro (Sanremo) e il metodo con cui ha costruito "un mattoncino dopo l'altro" il suo seguito sui social, Vincenzo Cairo si è raccontato in un'intervista a Fanpage.it.

Nell'ultimo anno hai esordito prima col singolo "Come lo spieghi", per poi chiudere il cerchio con "Dimmi". Quali sono state le tue prime sensazioni nel mondo della musica, che sta influenzando quello dei social e viceversa. Quali sono i tuoi primi ricordi legati al mondo della musica?

La musica nella mia vita c'è sempre stata, sia a livello familiare, con mio padre e mia madre che suonano, quindi praticamente a casa mia c'era sempre un'atmosfera alla High School Musical. Poi l'anno scorso c'è stata l'opportunità di intraprendere un percorso discografico ed è nato il singolo "Come lo spieghi". Avevo lavorato sul brano da ottobre a marzo, quindi tra poco compirà anche un anno. All'inizio non ero sicurissimo però di questo tipo di percorso.

Perché?

Ho una vita molto impegnativa, frequentando l'università e comunque portando avanti un ruolo di creator sulle piattaforme social. La musica sarebbe stata una passione che mi avrebbe tolto tempo ed energie. Però la pubblicazione mi ha convinto, e adesso vorrei continuare con canzoni e album. Dopo la pubblicazione del singolo "Come lo spieghi", abbiamo fatto uscire il singolo "Dimmi".

Che tipo di connessione hanno i due brani? C'è qualcosa che li unisce?

C'è una forte correlazione tra i due singoli perché raccontano periodi diversi di una storia d'amore, tendendo anche a completarsi. "Come lo spieghi" è un brano d'amore, con tutte le prime esperienze, la felicità dei primi momenti. Mentre "Dimmi" mostra una parte malinconica, che però giustamente non deve essere nascosta. Anzi proprio quella canzone, ricordando i tempi passati, ti deve dare la forza di guardare avanti, non di tornare indietro.

Qual è stato il percorso più difficile da costruire negli ultimi anni, tra social e carriera musicale?

Credo di poter dire quello dei social, sicuramente. Ormai sono da agosto 2018 sulle piattaforme, e ho dovuto costruire un mattoncino sopra l'altro da tre anni, mentre in quello musicale, diciamo che mi sono presentato a un pubblico che mi conosceva già abbastanza.

Come credi stia reagendo il pubblico mainstream all'arrivo da una piattaforma social di un numero elevato di artisti, in grado di destabilizzare le classifiche nazionali?

Secondo me dipende molto dal tipo di prodotto che si va a creare. Io per esempio fortunatamente non sono stato etichettato come il creator di TikTok che fa musica, cosa che succede quando non hai molta credibilità in ciò che stai facendo, o magari perché stai seguendo solo l'hype. A me non è capitato anche perché la gente si è accorta che suono il pianoforte, la chitarra, forse perché la musica che faccio è molto credibile. È vero che molti creator vengono spesso additati per questo: spesso la gente non ha gli strumenti per intraprendere questo percorso, e attraverso l'attività del creator, magari puoi avere la possibilità di fare musica in maniera professionale.

Con questa assenza della musica dal vivo, hai pensato a che tipo di rapporto avrai con il pubblico, quando sarà possibile suonare?

Mi è capitato di suonare in qualche pub alcuni anni fa. Però essere il centro dell'esibizione e sapere che la gente è lì per me, sarebbe molto figo ma mi metterebbe molta ansia. Sarebbe una cosa in cui non posso arrivare impreparato, come se mi chiedessero di andare a suonare dal vivo domani. Non è possibile, avrei bisogno di preparazione. Non mi sentirei pronto a livello tecnico, ma è una cosa su cui voglio lavorare.

Oltre ai social e alla musica, hai una carriera universitaria che stai perseguendo in questo momento. Credi che l'organizzazione scolastica, ti abbia aiutato nella produzione e nella costanza d'utilizzo dei social?

Penso che la scuola, ma lo studio in generale, ti aiuta nella programmazione e nella costanza. Pianificare le uscite sui post sono anche un risultato della mia organizzazione scolastica. Io sono sempre stato un secchione, ma ci sono giorni in cui non ti va di studiare. Ci sono anche giorni in cui non ti va di stare sui social, ma lo si deve fare per mantenere le interazioni attive e non lasciare mai il pubblico da solo.

In futuro vorresti collaborare con qualche artista? Se sì, c'è qualcuno in particolare?

Vorrei collaborare con moltissimi artisti, tra tutti Ultimo e Frah Quintale. Ma ascolto anche la trap, per esempio tha Supreme.

Cosa pensi di Sanremo e di una tua partecipazione eventuale in futuro? Seguirai l'edizione di quest'anno?

Arrivarci a Sanremo sarebbe il raggiungimento della vetta, mentre quest'anno sono curioso di sapere cosa faranno Random e Fedez. Spero che comunque sia una grande manifestazione musicale.

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