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29 Agosto 2022
16:26

Vietato il concerto di Niko Pandetta: “I suoi testi istigano alla violenza”

Il questore di Imperia ha vietato il concerto di Niko Pandetta a causa di testi “inneggianti ad ambienti malavitosi”. Il cantante si è difeso parlando di cose ormai passate.
A cura di Redazione Music
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È successo un'altra volta, Niko Pandetta non ha potuto esibirsi per motivi di ordine e sicurezza pubblica, come scritto dal questore di Imperia Giuseppe Felice Peritore che ha emesso una prescrizione di divieto in base all'articolo 18 del Tupls. Non è la prima volta che il cantante catanese è obbligato a dover cancellare un concerto a causa dei problemi con la legge e i testi di alcune sue vecchie canzoni. E proprio una sua vecchia canzone è ancora al centro della questione, "Dedicata a te" infatti è il brano che qualche anno fa Pandetta ha dedicato allo zio Salvatore Cappello, noto pluripregiudicato detenuto in regime di art. 41 bis: "Sei stato tu la scuola di questa vita, mi hai insegnato a vivere con l'onore, per colpa di questi pentiti sei chiuso là dentro col 41 bis".

Una canzone che, oggi, Pandetta non avrebbe più scritto, come ha detto in passato spiegando di aver cambiato vita anche grazie alla musica. Intanto, però, il concerto previsto al Moo-Kuna Festival di Cipressa, in provincia di Imperia, è saltato, come ha spiegato il questore "sulla base di determinazioni analoghe adottate dal Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Nanei". A comunicare la cancellazione del concerto è stato lo stesso cantante – passato negli anni dalla musica neomelodica alla trap, con collaborazioni importanti – il quale ha postato proprio il provvedimento in cui si legge: "L'artista è noto alle cronache per contenuto di interviste tv e testi delle canzoni che fanno esplicito riferimento, esaltandole, a situazioni criminogene e contesti delinquenziali tipici delle organizzazioni criminali. In tali circostanze il predetto, oltre a esprimere vicinanza e ammirazione per lo zio Salvatore Cappello, noto pluripregiudicato detenuto in regime di art. 41 bis, pronuncia affermazioni e trasmette messaggi dal contenuto fortemente fuorviante e diseducativo, negando addirittura, nel corso di un'intervista televisiva, l'esistenza stessa della mafia".

L'intervista è probabilmente quella alle Iene di qualche anno fa. Nel frattempo Pandetta è diventato un nome abbastanza conosciuto nell'ambiente della trap italiana, benché il suo passato continui a segnargli anche il presente. Nei giorni scorsi Pandetta, il cui ultimo singolo è "Pistole nella Prada", oltre a citare Freddy Mercury ha scritto: "Provano a buttarmi a terra e non ci riescono quindi provano a seppellirmi con il fango. Io ho un passato tormentato ma un presente di tormentoni. Quanto il pubblico canta le mie canzoni e i mostri del mio passato diventano sempre più deboli, più piccoli". Nonostante ciò il provvedimento si chiude facendo riferimenti ai "testi chiaramente inneggianti ad ambienti malavitosi e istigatori alla delinquenza e alla disobbedienza delle leggi nonché al compimento di reati di vario genere, potrebbe comportare gravi ripercussioni per l'ordine e la sicurezza pubblica".

La scorsa settimana Pandetta ha anche postato un post su Instagram annunciando di fermarsi per un po', finché non fosse stata chiarita la sua posizione con lo Stato. L'uomo, infatti, aveva postato la cover della versione Deluxe di "Bella vita": "Da contratto devo pubblicare la Versione Bella Vita Deluxe. Chiuderò questo ciclo, rispetterò il mio impegno con l’etichetta e dopo non pubblicherò più musica nuova finché non chiarirò la mia posizione con lo stato". Uno status arrivato pochi giorni che il suo nome è trapelato all'interno di un'indagine e una serie di appelli per una sparatoria avvenuta a Catania lo scorso aprile per cui il cantante non è stato arrestato.

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