Vasco Rossi (LaPresse)
in foto: Vasco Rossi (LaPresse)

Tra poche settimane partirà il nuovo tour di Vasco Rossi, il Vasco Non Stop Tour 2018 che ricorda il Neverending tour di Bob Dylan ("Sì, come il Neverending tour di Dylan, con le dovute differenze ovviamente e senza puntare al Nobel") e soprattutto si smarca dal marchio Live Kom, come spiega in un'intervista esclusiva all'Ansa in cui presenta questi nuovi live che lo vedranno protagonista a un anno di distanza dal Modena Park, l'unico concerto che ha tenuto nel 2017, radunando oltre 200 mila persone e che ha segnato uno spartiacque nella sua vita artistica ("oltre ad essere stato una seduta psicanalitica che mi ha riappacificato con me stesso e con la mia storia, è stato uno spartiacque: c'è un prima e c'è un dopo Modena") che qualcuno aveva visto come un momento in cui il rocker di Zocca avrebbe potuto decidere di prendersi una pausa: "Qualcuno pensava che potessi smettere, fermarmi e sedermi sugli allori, ma se lo avessi fatto non sarei stato io. Non ci penso a fermarmi, anche perché stare sul palco mi tiene in riga".

Tutte le date del Vascononstop tour 2018

E sul palco ci sarà anche quest'anno con nove concerti in cinque città e altrettanti stadi: l'Olimpico di Torino l'1 e il 2 giugno, l'Euganeo di Padova il 6 e 7, l'Olimpico di Roma l'11 e 12, il San Nicola di Bari il 16 e 17, e il San Filippo di Messina il 21. Appena terminate le prove nello studio di Rimini, Vasco, che terrà la data zero a Lignano Sabbiadoro, annuncia nuove canzoni in arrivo e in particolare una che arriverà prima dell'estate ("Prima della prossima estate ce ne sarà una di carattere femminile filosofico").

Un suono più metal

Per quanto riguarda lo spettacolo a cui potrà assistere il suo pubblico, Vasco conferma questa tendenza verso un suono più duro, già cominciato un paio di anni fa, con una tendenza al metal che per lui è l'evoluzione naturale del rock, mentre il la dello spettacolo sarà affidato a uno dei suoi cavali di battaglia, quella "Cosa succede in città" e il perché lo spiega lui stesso: "Canto ‘guarda lì, guarda là, che confusione': oggi la confusione si è moltiplicata in modo esponenziale. ‘Non c'è più religione, non ci sono più valori. E poi conta sì, il denaro, soprattutto quando non ne hai".

Rapper i nuovi cantautori

Mentre ci tiene a sottolineare che non è un profeta, ma un uomo, fallace come tutti gli uomini, Vasco non disdegna l'appellativo di rockstar, come si definì lui stesso negli anni 80 per differenziarsi dai cantautori e trova che oggi le nuove rockstar siano i cantanti rap e trap, oggi sono loro i veri provocatori: "La ascolto, ma faccio parte di un'altra epoca. I rapper sono i nuovi cantautori. Scrivono testi provocatori, belli, potenti. E Caparezza su tutti è un genio. In giro vedo molti più talenti adesso di una volta". E parlando di Sanremo non risparmia una stoccata a Claudio Baglioni, reo di troppo protagonismo: "Poteva evitare di farsi cantare le canzoni da tutti i superospiti. Poi si parla di conflitto d'interesse? Mi invitano sempre, ma di sicuro io non le canto le canzoni di Baglioni".