4 Novembre 2021
12:15

Vale Lp, dalla provincia a X Factor 21: “La polemica sulle poche donne è superflua, conta la musica”

21enne, proveniente dalla provincia casertana, dove ha mosso i suoi primi passi musicali, Vale Lp ha dimostrato molto coraggio a lanciarsi in un’avventura televisiva come X Factor 21, una parentesi che l’ha chiusa in una bolla e che le sta dando il coraggio di far valere la sua musica, le sue parole.
A cura di Vincenzo Nasto
Ph: Jessica De Maio
Ph: Jessica De Maio

Valentina Sanseverino, in arte Vale LP, ovvero Vale La Pena, è una delle concorrenti più interessanti della nuova edizione di X Factor 2021. Una giovane cantante della provincia casertana decisa a compiere tutti i passi giusti nella sua direzione musicale, che prima di approdare in tv, ha vissuto vari step di crescita: dal periodo SoundCloud, alla collaborazione con Lil Jolie, Masamasa e il collettivo casertano Sei la mia vita, fino ad arrivare alla collaborazione con Coco in "Non mi capirai mai", il singolo contenuto in "Floridiana". Ma guai a parlare di risultati, perché il suo percorso musicale è parallelo al grado di intimità e coraggio che riesce a raggiungere con sé stessa, come quando con "Cherì", inedito presentato alle Audition, ha avuto "per la prima volta la sensazione di aver fatto qualcosa che potesse essere chiamata una canzone e mi ha dato la spinta a fare sempre di meglio". Poi la sua "Che dio ti benedica" di Pino Daniele a consacrarla come nuova concorrente nel roster di Emma Marrone, una figura quasi familiare a cui si è approcciata, come con i suoi compagni di avventura: da una parte le Endrigo, dall'altra la sorpresa gIANMARIA. La sua "Cherì" è anche uno dei brani più ascoltati del "X Factor Mixtape Vol. 2", con oltre 130mila stream, il primo passo in questo lungo percorso musicale, prima che televisivo.

Come sono passate le ultime settimane? 

Spero siano le prime settimane di questo lungo viaggio, anche se siamo impegnati in questo percorso di X Factor da un paio di mesi. Qui c'è un ottimo spirito tra tutti i concorrenti, quasi non sentiamo la competizione, anche se c'è, è reale ed esiste. È il sogno di chi vuole fare questo nella vita e non potrei essere più felice di questo, rapportandomi a una realtà che devi affrontare se scegli di fare questo. Sono soddisfatta e voglio prendermi il meglio della musica, anche se l'aspetto televisivo rientra in secondo piano.

Cosa significa essere entrata nel roster di Emma e cosa significa essere in un trio così aperto musicalmente e vasto di immaginari come Le Endrigo e gIANMARIA?

Come persone ci siamo trovati anche prima della scelta del roster di Emma, poi lei è stata sicuramente l'anello di congiunzione di tutto. Potremmo dire che è la quarta concorrente del nostro roster, siamo stati molto fortunati. Anche se tutti i gruppi sono capitanati da artisti di tutto rispetto, mi sento fortunata a esser capitata con lei: lavorare con Emma significa fare sempre qualcosa in più, essere seguiti anche oltre ciò che le si richiede. Ci sentiamo tutti e tre molto fortunati.

La promessa che ti sei fatta prima di partire per questo percorso e la cosa più difficile che hai incontrato sul tuo cammino.

La promessa che mi sono fatta è di essere chiara fin dal primo momento sul motivo per cui avessi scelto un contesto televisivo, ovvero fare musica. Anche se sembro tranquilla sul palco, sono una persona che vuole fare la sua roba. Il mio obiettivo è riuscire a fare questo, è l'unica cosa che mi spinge da quando sono piccola, è l'unica cosa che mi piace fare. Non voglio farmi influenzare da questioni esterne. La cosa più difficile invece che stiamo vivendo è la bolla in cui siamo rinchiusi, anche quando sono partita pensavo di essere la persona più forte del mondo e invece questa esperienza è stato uno schiaffo positivo in faccia. Poi c'è una quantità di lavoro impressionante e c'è bisogno di sacrificarsi.

Ti aspettavi il successo di Cherì?

Cherì l'ho presentata alle Audition, anche se in una versione diversa, che dava molta più importanza alle parole, a ciò che mi interessava esprimere al pubblico. È stato il primo brano in cui ho avuto la sensazione di aver fatto qualcosa che potesse essere chiamata una canzone e mi ha dato la spinta a fare sempre di meglio, a cercare sempre di più la mia musica. Poi sicuramente volevo presentare alle Audition ciò che ero veramente, arrivare con il mio linguaggio alle persone, non solo per vederli scrivere nei commenti del brano, ma per invogliarli a prendere un biglietto per venirmi a sentire. Questo è l'obiettivo della mia musica. Cherì ha fatto questa trasformazione, e a distanza di anni la sento ancora mia. Quando l'ho presentata ero in super ansia, davanti allo schermo sembrava tutto facile, ma in un'esibizione così breve, provata per tante settimane, ci sono un sacco di variabili che possono rovinarti l'interpretazione. Sono contenta di come sia andata l'esibizione e sono contenta per me, anche se sembra una cosa egoista da dire.

E invece come cambia la narrazione con Porcella?

È stato un brano che ho voluto fortemente, soprattutto in quella fase del percorso. Mi andava di mostrare anche altre parti del mio viaggio musicale, un'altra parte di me, magari più semplice ma che mi rappresenta comunque. Io sono una persona semplice a cui piace parlare di cose semplici, è quello il fulcro di tutto. Credo sia un pezzo molto sfacciato, che non ha paura: un messaggio che volevo mandare anche a me stessa. Il risultato mi ha sorpreso e mi ha reso felice, ci sono state molte persone che mi hanno fatto complimenti e che hanno cantato questo pezzo. La mia soddisfazione più grande è essere me stessa e rimanere così, in un contesto così influenzabile come la televisione.

Cosa ti ha spinto da un contesto di provincia a lanciarti in questo percorso a X Factor?

Io sento in me un vuoto di tante cose che ho vissuto da piccola e che negli anni ho cercato di riprendermi attraverso il coraggio di esprimermi. Una volta sbloccata quella roba, anche attraverso un percorso di terapia, non mi sono più fermata. Quando ho capito cosa mi faceva sentire soddisfatta nelle mie giornate, ovvero la musica, tutte le mie paure adolescenziali, il giudizio degli altri, è scomparso. Ho cercato di combattere tutto con la nuova consapevolezza, con una difficoltà maggiore perché in provincia, tutto ciò che accade nel mondo ti sembra lontano. Conoscendomi, ho capito anche ciò che mi faceva stare bene e ho incominciato a scegliere in quel momento. Ciò che mi spinge a fare musica è un puntino nella nostra anima, inspiegabile, che appartiene solo a me. Ogni volta che facevo un passo nei miei confronti, non dettato dai risultati, ma da quanto mi avvicinassi a ciò che volevo e voglio fare, mi sono accorta della crescita. Poi certamente è stato bello condividere questo percorso con Coco, con Masamasa, con Lil Jolie e tutte le persone del collettivo Sei la mia vita di Caserta.

Cosa ne pensi della polemica su una presenza femminile minore rispetto agli scorsi anni, con te e Nika come uniche protagoniste?

Non sono una che guarda molto la televisione, ma ho trovato superflua in alcuni punti la polemica riguardo al sesso dei concorrenti. Credo che parlare di quota rosa in un programma del genere sia riduttivo rispetto alle performance musicali e a ciò che vogliamo esprimere sul palco, e in questo modo non si va mai avanti. Io sinceramente convivo con l'idea che la musica mia e di Nika, che è una ragazza giovanissima con un grande coraggio a soli 16 anni di venire in Italia a fare la sua roba, sia accolta dal mondo per ciò che è, indipendentemente dal nostro genere. Alcune volte a rendere polemica l'aria è più l'ambiente circostante che quello televisivo, anche perché qui dentro io dico ciò che voglio, faccio la musica che voglio, senza essere minimamente influenzata. Poi è normale che in questo contesto, ma in generale quando si vuol fare questo lavoro, siamo esposti e quindi ci saranno un sacco di persone che vorranno dire la propria. L'obiettivo è anche educare gli altri all'osservazione di determinate dinamiche prima del commento.

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