video suggerito
video suggerito

Ucraina, Toto Cutugno parte lo stesso per Kiev: “Speriamo che nessuno faccia il cretino”

A Fanpage.it, il cantante de “L’italiano” conferma la volontà di partire lo stesso per l’Ucraina nonostante la richiesta dell’onorevole l’onorevole Viktor Romanyuk di impedire il suo concerto al Teatro Nazionale di Kiev: “Abbiamo solo paura che qualcuno lì possa fare il cretino. Speriamo che la musica possa vincere, come sempre”.
581 CONDIVISIONI
Immagine

Toto Cutugno in Ucraina ci va lo stesso. Non per dichiarare guerra e né per dispetto all'onorevole Viktor Romanyuk che ha chiesto di impedire il suo ingresso a Kiev, ma semplicemente perché l'evento del 23 marzo al Teatro Nazionale – un maestoso complesso da quasi 5000 posti – non è stato annullato: "Il nostro organizzatore non ci ha detto ancora nulla, ma siamo preoccupati che qualcuno possa fare il cretino". Quanto alla notizia di considerarlo "un agente di appoggio della guerra della Russia in Ucraina", l'artista ci ride su. E, difatti, l'intervista a Fanpage.it comincia proprio con la sua serena risata: "E certo che c'è solo da ridere, cosa devo fare?". 

Toto, dopo Al Bano adesso anche tu sei considerato vicino alla Russia dall'Ucraina. Come hai reagito quando hai letto la notizia?

Mi ha sorpreso all'inizio, poi mi sono incazzato parecchio ma adesso mi viene da ridere a pensare a questa cosa. Ho dimenticato quello che è stato scritto, perché non ha nessun senso.

Hai mai espresso una posizione in merito alle vicende tra Russia e Ucraina?

Mai, assolutamente. Mai espresso alcuna posizione politica. Prima che successe quel casino tra Russia e Ucraina per la Crimea, io avevo già fatto concerti in Crimea. Quando mi arrivarono altre offerte per la Crimea, io mi sono rifiutato per il rispetto che ho per l'Ucraina.

E non è neanche vero che sei un amico di Putin?

Io ho conosciuto una volta sola Putin, a un concerto al Cremlino. Nel camerino venne a stringermi la mano per farmi i complimenti. Questa è l'unica volta che ho visto Putin. Amico, è una parola grossa.

Quindi, adesso cosa farai? 

A Kiev ci vado lo stesso. Poi se mi fermano alla dogana, è un altro discorso. Ci sono 14 persone che si muovono dall'Italia, c'è la Sinfonica che ci aspetta, più di 60 musicisti e sarà un evento incredibile. Il teatro, il più grande che c'è a Kiev, contiene 4000 persone ed è sold-out da più di sei mesi.

E se alla dogana ti fermano? 

Ce ne torniamo a casa. L'ho detto al mio manager che se arriviamo a Kiev si possa trovare una troupe televisiva a cui spiegare tutto, ma dobbiamo uscire dalla dogana. Se non ci fanno entrare, dobbiamo prendere un volo di ritorno. Non possiamo metterci a fare la guerra.

Però, è anche vero che ufficialmente l'evento non è stato annullato. 

Il nostro organizzatore a Kiev non ci ha detto ancora nulla, quindi no, l'evento non è stato ancora annullato. Però, a questo punto, abbiamo solo paura che qualcuno lì possa fare il cretino. Speriamo che la musica possa vincere, come sempre.

In Ucraina, tra l'altro, sei sempre stato amatissimo.

Ma certo! Se ti posso far ridere, mi hanno offerto di fare X-Factor in Ucraina. Pensa che roba…e sono stato eletto uomo dell'anno in Ucraina qualche anno fa, pensa quanto sono amato.

E adesso cosa è cambiato? 

È questo deputato che ha fatto partire la cosa. Forse la moglie ama particolarmente le mie canzoni e lui per gelosia ha pensato di fare questo gesto, che ne so!

Al Bano è nella "lista nera" degli ucraini. Vi siete sentiti?

Ci siamo sentiti quando è successa quella cosa per lui, ma non l'ho ancora sentito per la mia e sono certo che mi chiamerà. Sarebbe carino fare qualcosa insieme per l'occasione.

Magari "L'ucraino". (e ride, ndr)

581 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views