Arrivano i primi nomi del Primo Maggio di Taranto, appuntamento che ormai da qualche anno fa da contraltare a quello romano, organizzato da CGIL, CISL e UIL, portando in una delle città simbolo della malapolitica tanti artisti che abbracciano un'idea sociale oltre che musicale. Organizzato dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti – un gruppo di operai e cittadini formatosi a seguito del sequestro degli impianti inquinanti dell’Ilva nel 2012 -, coadiuvati ancora una volta dai direttori artistici Michele Riondino, Roy Paci e Diodato #unomaggioliberoepensante giunge alla sesta edizione in sette anni e lo fa ancora una volta in maniera totalmente autofinanziata e annunciando i primi artisti, tenendo sempre alto il livello musicale per una giornata presentata da Valentina Petrini, Valentina Correani e Andrea Rivera.

I primi artisti annunciati

I primi nomi ad abbracciare il Primo Maggio di Taranto – esibendosi, come sempre, a titolo gratuito nel Parco Archeologico delle Mura Greche – sono: Max Gazzè, Elio, Malika Ayane, Colle der fomento, CorVeleno, Andrea Laszlo De Simone, The Winstons, Dimartino, Epo, Mama Marjas, Tre Allegri Ragazzi Morti, Istituto Italiano di Cumbia, Terraross, Bugo, Sick Tamburo, Bobo Rondelli, Maria Antonietta. Altri nomi si aggiungeranno a questi, ma per adesso si sa che sarà collegata anche Ilaria Cucchi, sorella di Stefano e sul palco ci sarà anche il vignettista e scrittore Mauro Biani.

Il progetto #unomaggioliberoepensante

#unomaggioliberoepensante è un progetto che va avanti ormai da anni ed è il frutto dell'impegno di una rete di cittadini che portano avanti una battaglia civile che si svolge tutto l'anno e che usa il Primo Maggio come microfono nazionale, per ribadire l'impegno e la battaglia civile che ha portato alla creazione di un laboratorio politico che non riguarda più solo i tarantini. Gli organizzatori del Primo Maggio, poi, ribadiscono la loro battaglia politica scrivendo che:

Un anno dopo la proposta avanzata dal Comitato di creare un Accordo di Programma, che così come accaduto a Genova avrebbe potuto cambiare le sorti di Taranto e di tutta la Puglia, non è possibile non registrare le promesse disattese di chi sposò quel progetto ma che oggi, pur essendo al governo del Paese, persegue progetti industriali opposti per la città e il suo siderurgico. Quell’insieme di azioni economiche e legislative nate dal lavoro coordinato di associazioni e cittadini è stato “dimenticato” il giorno dopo le elezioni politiche. Una consuetudine a cui i tarantini sono stati abituati, purtroppo, dalle precedenti forze politiche e sindacali lungo il cui solco però l’attuale governo pare essersi adattato perfettamente. Le conseguenze di questa sordità delle istituzioni sono catastrofiche: le scuole chiudono, le morti aumentano. Tutto questo non ha scalfito minimamente la determinazione dei cittadini impegnati in questa lotta. È per questo che Piano Taranto è in continuo aggiornamento e sarà sottoposto a tutte le istituzioni e le forze politiche che mostreranno reale interesse alla chiusura delle fonti inquinanti del territorio, al reimpiego degli operai nelle bonifiche e alla creazione di una nuova e diversificata economia, lontana da quella monocultura dell’acciaio che continua a inquinare e uccidere.