Riparte il Barezzi Festival, arrivato ormai alla sua XIII edizione che si terrà dal 15 al 17 novembre al Teatro Regio e all’Auditorium Paganini di Parma. Il festival, diventato ormai un punto fermo per tanti amanti della musica torna con un cartellone variegato e di qualità che unisce il rock italiano al post punk e all'elettronica, con artisti di grosso calibro, tra vecchie glorie e talenti italiani. IL Festival è ispirato alla figura di Antonio Barezzi, il mecenate che per primo riconobbe il talento del giovane Giuseppe Verdi sovvenzionandone gli studi e vede la direzione artistica di Giovanni Sparano, avviando da quest'anno la collaborazione con la Fondazione Teatro Regio di Parma che da questa edizione ne cura l’organizzazione e diventa la sua casa, accogliendo la maggior parte degli eventi e ribaltando la percezione che si ha di uno dei luoghi storici della lirica.

Gli headliner del Barezzi festival

Ad aprire il Festival ci saranno, venerdì 15 novembre a partire dale 20.30 Echo & The Bunnymen, gruppo storico del post punk britannico che torna in Italia per presentare l'ultimo disco “The Stars, The Oceans & The Moon”, mentre gli altri headliner sono Apparat (sabato 16 novembre), nome storico della scena elettronica mondiale, da solista e col progetto Moderat, che ha pubblicato a marzo 2019 il suo quinto lavoro solista “LP5”, e in questi anni ha anche ricevuto sia un David di Donatello dopo essere stato premiato al festival di Venezia per le sue colonne sonore, e i soulman J.P Bimeni, fuggito dal Burundi e rifugiato a Londra fin dai primi anni 2000 e da lì diventato nome importante del panorama musicale.

Gli altri protagonisti del Barezzi

Oltre a loro, però, il Barezzi si caratterizzerà per l'unione di nomi importanti come quelli di Vasco Brondi (noto per il suo progetto Le luci della centrale elettrica), Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, Dente, Francesco Di Bella, Renzo Rubino e Fil Bo Riva. E ancora, l'originalità degli amatissimi Nouvelle Vague, il folk rock di Scott Matthews, la musica da camera del Quartetto Coll’Arco e il dj set di Marcellus Pittman.