Tommaso Paradiso sulla cover di Rolling Stone (particolare)
in foto: Tommaso Paradiso sulla cover di Rolling Stone (particolare)

Con "Felicità puttana" i Thegiornalisti hanno conquistato un bel pezzo dell'estate musicale italiana, confermando quanto di buono hanno fatto anche nel 2017, anno in cui il nome e l'immagine di Tommaso Paradiso sono diventati definitivamente di dominio pubblico. A confermare questa tendenza arriva anche la copertina di Rolling Stone, che ha deciso di dedicargli la copertina di settembre, mettendo il suo viso in primissimo piano sulla cover ("a metà tra il Clint Eastwood di Per un pugno di dollari e Il ragazzo di campagna di Renato Pozzetto) nel mese in cui uscirà il nuovo album "LOVE" (21 settembre, sempre per Carosello), parola che lo stesso Paradiso definisce "così universale, così pop, così estrema per il mio vocabolario precedente. Mi sarei ucciso da solo. Questa parola per me rappresenta la risposta a tutto: all’odio, ai tempi in cui viviamo, la risposta al veleno, a quello che passa sui social network". E su INstagram ha scritto: "Voglio solo dedicare questa copertina (si può dedicare una copertina? Non credo ma lo faccio lo stesso) a tutte quelle persone che nel 2011 hanno creduto in Vol. 1.".

La risposta all'odio

In una lunga intervista il cantante spiega che prima era più dura affrontare l'enorme quantità di odio in rete (e non solo), un odio che probabilmente era incrementato dall'aumento della sua popolarità: " come reazione a tutto questo l’unica risposta sensata che mi viene da dare è davvero quella dell’amore, alla Bud Spencer & Terence Hill, “Porgi l’altra guancia”. Io la vedo la gente che è ancora buona, che si emoziona, che si vuole bene, che aiuta la vecchietta".

Il cambiamento di LOVE

Per questo ritorno sulle scene a due anni da "Completamente Sold Out", i Thegiornalisti hanno anche deciso di cambiare e così hanno affidato la produzione nelle mani di Dario Faini, mente del progetto elettronico Dardust nonché uno degli autori italiani più apprezzati di questi anni: "Nonostante il disco sia andato bene, ho voluto cambiare produttore, cambiare tipologia di approccio al testo, approccio alla canzone. Ho voluto parlare di altri temi, scriverli in maniera diversa" ha spiegato Paradiso che poi ha parlato anche della società che lo circonda spiegando che "Il politico deve educare il cittadino, e non fomentarlo con il populismo da quattro soldi. Noi siamo popolari. Essere popolari è un conto, essere populisti un altro. Soprattutto quando c’è tensione nel Paese, dovresti veicolarla nel modo giusto”.

La risposta al populismo

La risposta a questo populismo è il dialogo "fare domande, togliere certezze" dice facendo alcuni esempi che gli si erano parati davanti e sul ruolo dell'artista dice: "Ho una responsabilità, e dico sempre la mia. Non mi tirerò mai indietro. Aggiungo una cosa, però. La Repubblica di Platone mi ha cambiato la vita, e questo libro parla di un concetto: la gente deve occuparsi delle cose di cui sa, per le quali è portata, per le quali ha arte e tecnica. Se chiedono a me di fare una hit per Pinco Pallino, mi metto e potrei anche riuscirci, ma non posso fare il politico, non è il mio mestiere".