Tiziano Ferro, durante la conferenza di presentazione del suo nuovo album "Accetto miracoli" a Milano, ha parlato del bullismo subito da quando era ragazzino. Nell'articolare un discorso molto più complesso, sulla sua vita artistica e privata, il cantante di Latina si è lasciato andare a uno sfogo, nel quale pare sia partita un'allusione non troppo velata a Fedez: "Mi si tira in ballo e io sono ironico, finché si scherza va bene, mi spiace solo quando queste cose sono legate al sentimento e alla sessualità, perché anche una battuta può mettere un adolescente a disagio, e che un idolo dei ragazzini mi prenda in giro su questo è un atto di bullismo molto forte, non solo verso di me".

Nel suo album, Tiziano Ferro fa riferimento alle offese ricevute spiega a chiare lettere che "il bullismo non è finito a 13 anni", visto che gli attacchi nei suoi confronti non si sono mai sopiti e, come se non bastasse, proverrebbero anche dal mondo della musica. Il riferimento al rapper Federico Lucia è sembrato alquanto evidente ai giornalisti presenti in conferenza stampa, ma quando gliene hanno reso conto, facendogli la domanda esplicita se in quel momento si stesse riferendo a Fedez, Tiziano Ferro ha risposto: "Uno dei tanti…".

I dissapori legati al testo di Comunisti col rolex

È pur vero che in passato, stando a quello che è emerso dai loro confronti, i dissapori erano legati a un contesto lontano da ‘sentimenti e sessualità', avendo il rapper ‘attaccato' velatamente Ferro in uno dei suoi più grandi successi, scritto con l'ex amico J Ax, Comunisti col rolex. In questa canzone, i due cantavano Tiziano Ferro si è comprato l'attico di fianco a Fedez con i soldi risparmiati a cena con il fisco inglese io che se apro un conto a Tokyo parte la caccia alle streghe anche se in conferenza stampa dico ‘sono giapponese' e al cantante di Latina questo non andò giù. Quest'ultimo, infatti, commentò a Vanity Fair:

Io sono fuori da un certo mondo, diciamo che il disco di Levante l’ho ascoltato, ma qualcuno mi ha raccontato di una citazione. Mi sono arrivate queste informazioni e le ho prese con un “ok, va bene, ognuno fa il suo mestiere”… e il mio è il cantante.

Una legge contro l'odio

Tiziano Ferro ha poi aggiunto, e sottolineato, che servirebbe "una legge contro l'odio, perché le parole sono importanti. Bisogna imparare a dire le cose, esistono forme e tempi". Per l'artista di Latina "anche questo è bullismo, non ci si deve scherzare", focalizzandosi sul fenomeno degli haters che, né in passato né attualmente, lo hanno mai risparmiato.