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The Weeknd pubblica “My Dear Melancholy” e racconta le storie con Selena Gomez e Bella Hadid

Si chiama “My Dear Melancholy” il nuovo album di The Weeknd, il cantante canadese che in questo Ep uscito a sorpresa racconta i suoi amori e le sue delusioni con due sue ex che presumibilmente possono essere Bella Hadid e Selena Gomez.
A cura di Redazione Music
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The Weeknd con Bella Hadid (sx) e con Selena Gomez (Dx)
The Weeknd con Bella Hadid (sx) e con Selena Gomez (Dx)

Un ritorno alle radici, a quello che era Abel qualche anno fa: è questo quello che, in base alle anticipazioni dei giorni scorsi sarebbe stato "My Dear Melancholy", il nuovo Ep di The Weeknd, il cantante americano che a distanza di due anni dal suo precedente lavoro "Starboy" è tornato a sorpresa con un nuovo album, dando qualche indizio su quello che sarebbe successo solo nei giorni scorsi e scatenando il panico tra i fan, ovviamente, ma anche tra le sue ex note (in particolare Selena Gomez e Bella Hadid) che, alla fine, si ritrovano protagoniste di queste sei canzoni in cui il cantante mette il suo R&B al servizio di amori finiti, di delusione e di un viaggio anche attraverso se stesso.

Molte collaborazioni importanti

In questo Ep The Weeknd ha collaborato in due pezzi con il produttore francese, già al fianco di Kanye West, Gesaffelstein, ma anche, come si nota dai credits, con Guy-Manuel de Homem-Christo dei Daft Punk, Skrillex, Frank Dukes, Mike WiLL Made-It, Daheala, Cirkut e Marz. Insomma, un bel po' di nomi importanti per le basi di quest'album a sorpresa che già nei titoli ha sottinteso il tema di quello che l'ascoltatore potrà leggere, ovvero un'enorme delusione, un po' di ego e confusione e qualche domanda.

Atmosfere soffuse e riferimenti ai suoi amori

Negli anni scorsi, infatti, oltre che per la sua musica ("Starboy" ha venduto oltre due milioni di copie solo negli Usa), il cantante canadese è stato protagonista anche del Gossip, grazie alle sue relazioni famose e a qualche dissing con Justin Bieber, ex della Gomez. E questo "My Dear Melancholy" dalle atmosfere morbide e notturne è proprio un'unione di questa urgenza di raccontare in musica questi ultimi due anni. Negli Usa alcuni giornali scrivevano della paura della Gomez di ulteriori dissing verso Bieber, ma più che dissing qua c'è un ragazzo che riflette su queste storie, mettendole talvolta a paragone (e a vincere è la Hadid) come avviene già nei primi versi di uno dei pezzi più espliciti, quando Abel canta "Wasted times I spent with someone else, She wasn't even half of you" ("Tempo perso quello speso con un'altra, lei non era neanche la metà di te"), benché tutto l'album possa essere letto come un unicum.

La delusione nei confronti della Gomez

Ovviamente non ci sono nomi, ma alcuni riferimenti sono espliciti: nel primo pezzo, "Call out my name", il canadese canta "We found each other, I helped you out of a broken place, You gave me comfort But falling for you was my mistake" ("Ci siamo trovati l'uno con l'altra, ti ho aiutata a uscire da un posto in rovina, tu mi hai donato conforto, ma innamorarmi di te è stato il mio errore") e qualcuno in quel "broken place" ha visto la malattia della Gomez, colpita da Lupus.

Come entrare nella sua camera da letto

"Il nuovo album di Abel è spaventoso, è come ascoltarlo per la prima volta" ha scritto il rapper Travis Scott, mentre per far capire il grado di intimità di quello che ha cantato nella descrizione che accompagna l'album su Apple Music si parla di album "senza filtri" e di sentirsi come "una mosca sul muro della sua camera da letto". "Ti dicevo che non sentivo nulla, ma mentivo, ho quasi tagliato un pezzo di me per la tua vita, indovina, ero solo un altro pit stop" canta ancora The Weeknd in "Call out my name" e anche qua c'è chi ha letto iun riferimento alla Gomez, ipotizzando che la frase potesse anche essere letterale, riferendosi al trapianto di rene avuto dalla cantante. Ma a ben cercare è tutto un riferimento alle sue storie (come nella poco elegante frase in cui parla di una ex fantina (e la Hadid era una fantina provetta), giù giù fino all'ultimo pezzo "Privilege" in cui con una metafora à la Matrix (pillola rossa in alternativa al blue, inteso probabilmente come stato di malinconia) pare tornare sui suoi problemi con gli antidolorifici e che contiene i versi "And I don't wanna hear that you are suffering, you are suffering no more" ("Non voglio più sentire che stai soffrendo, perché non stai soffrendo più").

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