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Testo e significato di Contro il mondo, i Baustelle cantano il disorientamento a ritmo scanzonato

I Baustelle hanno pubblicato il nuovo singolo “Contro il mondo”, che racconta il disorientamento contemporaneo ma con un attitudine rock’n’roll che ci riporta a loro vecchi successi.
A cura di Francesco Raiola
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Baustelle (ph Marco Cella)
Baustelle (ph Marco Cella)

I Baustelle tornano con "Contro il mondo", un pezzo che torna appieno nello stile a cui la band ci ha abituato, soprattutto quando Bianconi rende omaggio a Jarvis Cocker e ai suoi Pulp. Un omaggio evidente, come lo era quella a "Babies" in "Veronica 2". Un pezzo che farà parte di "Elvis", l'album che uscirà il prossimo 14 aprile, e che gioca perfettamente coi dettami del pop che fa da colonna sonora al crescere, ma con qualche anno in più rispetto a quando esordirono ("Avere un cane, un taglio, un figlio, aver successo"), con il gancio al posto giusto (al secondo ascolto è già impossibile non perdersi in quel "uhuhuhuh"), con Bianconi, Claudio Brasini e Rachele Bastreghi che fanno un passo di lato, facendo piacere ai fan storici della band, e non è un caso che siano loro stessi a dire in una dichiarazione contenuta nella nota stampa: "Dove eravamo rimasti? Quanto tempo è passato? Chi sperava che saremmo migliorati ovviamente si sbagliava. Si continua piuttosto a vivere, con la ferocia di sempre e musica nuova".

Il significato di Contro il mondo, singolo dei Baustelle

I Baustelle quindi tornano con "una storiella, un film, una parabola, un grido, basso-rullante-chitarra elettrica, gomma da masticare" che potrebbe essere una perfetta descrizione di tante canzoni della band che negli anni è diventata una delle certezze del (fu) indie pop italiano. È vero che è un "ritorno al criticismo e al rock and roll" come dice la band, che qui torna a un ritratto amaramente ironico della contemporaneità: "Io voglio quello che vuoi tu (…): svegliarsi tardi la mattina, criticare il grande vuoto, la sinistra che non c’è, farsi di yoga e qualche droga. Supplicare di esser popolari", riflettendo sul mondo e sul crescere raccontando in pochi versi una relazione amorosa. È un ritratto che i Baustelle portano avanti da sempre, amaro, cinico, (auto)critico, di chi cerca di sopravvivere al mondo, combattendolo ma alla fine avendolo addosso, perché alla fine "siam tutti uguali, cani nel deserto. Io vivo contro il mondo, invece ce l’ho addosso; vivo di potere e sangue come te, mi piace uccidere, mentire, aver successo". Con quell'evidente omaggio a Common People dei Pulp, i Baustelle tornano musicalmente scanzonati e ci piacciono così, perché ci fanno cantare, ci fanno ballare, ci fanno gridare "uhuhuhuh" e ci fanno un po' specchiare pensando che, in fondo, non parlano di noi, ma parlano sempre di noi. A metà strada tra la disillusione de "Il liberismo ha i giorni contati" e l'andamento di Charlie fa surf.

Il testo di Contro il mondo

Tutto sommato adesso è facile fare una sintesi ben distaccata
Ricordi il Primavera Festival quando mi hai detto ciao e sei svenuta
Il giorno dopo nella camera a strisce blu dell’hotel ti sei spogliata
Dei quattro stracci da folletto freak, da punkbestia chic e ti ho baciata
Non ho soldi in tasca e zero amici, anche mia madre non la sento più
E anche se triste, dark e depressiva la tua musica mi tira su
Io voglio quello che vuoi tu
essere contro il mondo e invece averlo addosso in 120 mq di parquet
Avere un cane, un taglio, un figlio, aver successo
andare a leggere i giornali in un caffè
Svegliarsi tardi la mattina,
criticare il grande vuoto, la sinistra che non c’è
farsi di yoga e qualche droga supplicare di esser popolari
Uh Uh Uh Uh Uh

In fin dei conti adesso è comodo fare un’analisi approfondita
invece solo cinque anni fa chiedevi aiuto senza via d’uscita
Fiore strappato sei venuta da me causando un’emorragia nella mia vita
Perché l’amore rende ciechi se c’è e non distingui Silvia Plath da un parassita
Che poi tuo padre ce li avesse i soldi a me non importava neanche più
E ti guardavo mentre nuda scrivevi le battute di una serie TV
dicevi
sono quello che sei tu
essere contro il mondo invece averlo addosso in 400 mq di parquet
avere un cane, un taglio, un figlio, aver successo
andare a leggere il giornale in un caffè
svegliarsi tardi la mattina
criticare il grande vuoto, la sinistra che non c’è
farsi di yoga o qualche droga, supplicare d’essere popolari
Uh Uh Uh Uh Uh Uh Uh Uh

E un giorno ti ho scoperto a letto con un altro
però non mi ha fatto male, sai perché?
perché siam tutti uguali cani nel deserto
io vivo contro il mondo invece ce l’ho addosso
vivo di potere e sangue come te
mi piace uccidere mentire aver successo
andare a bere a cazzeggiare in un caffè
mi sveglio presto la mattina
lascio stare il grande vuoto, la sinistra, scelgo se
farmi di coca o coca cola o canticchiare le canzoni estive
Uh Uh Uh Uh

Indosso il mondo e lo imito come una forma portatile di verità
per sopravvivere agisco mimetico dentro di lui
Indosso il mondo e lo venero come una sfera tascabile divinità
inossidabile vuoto del cazzo che non muore mai

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