Tea Falco ha deciso di saltare la staccionata e dopo alcune comparsate musicali – nel video "Botox" di Myss Keta e "e Saranno Madri" di Skamarcho – ha deciso di dare il via alla sua prima produzione. La canzone è "Bere" che esce con l'alter ego Nea, ed si infila in una scia che unisce Stroimae al Vocoder tanto caro alla Trap. Il riferimento al cantante belga e alla trap è dell'attrice stessa, che in un intervento su Rolling Stone spiega: "Sono cresciuta con la musica dei cantautori italiani e francesi, da Gino Paoli a Gaber a Battisti, Battiato, Paolo Conte, Francoise Hardy, Edith Piaf e così via… Insomma tutta roba da presa male. E poi a un certo punto mi sono detta: non voglio essere triste! Già mi piace un sacco di cinema pesante, almeno nella musica volevo qualcosa di più semplice e diretto, quindi siccome trovo che la trap oggi sia una delle espressioni più fresche del pop in Italia, è stato naturale andare in quella direzione. Poi forse nei testi rimane un po’ di inguaribile malinconia di fondo, ma che ci vuoi fare. Una malinconia che non si prende sul serio, come quella di Stromae, il mio artista preferito in assoluto".

La produzione del pezzo è di Parallel Release, ovvero Francesco Coco, mentre la regia del video è della stessa Falco che non manca di citare anche Bertolucci, citando "Ultimo Tango a Parigi, Io Ballo da Sola e la scena in cui ballo con il ragazzino in Io e Te". "Bere" fa parte di un progetto più ampio che, come scrive Vogue ha "al centro della narrazione i nuovi peccati capitali, dall’alcool a Instagram, per raccontare il nostro presente con gli occhi del futuro" e, per restare alle parole dell'attrice, sempre a Rolling Stone, che ha pubblicato il video in anteprima: "la mia ricerca artistica si concentra sulle stranezze, sul diverso, sul dettaglio bizzarro dell’animo umano, che è quello che ti apre le porte a tutte le sue sfaccettature e ti mostra che alla fine dei conti non c’è niente di realmente strano in nessuno di noi".