Vinicio Capossela (ph Marco Zanella)
in foto: Vinicio Capossela (ph Marco Zanella)

Sono stati resi noti i vincitori delle Targhe Tenco 2019, ovvero il riconoscimento assegnato dal 1984 ai migliori dischi italiani di canzone d’autore usciti nel corso dell’anno appena trascorso. Negli anni passati il Premio è stato cartina di tornasole per capire un po' dove stava andando il mondo del cantautorato o per confermare artisti che avevano in qualche modo segnato il genere nel Paese e in parte avviene anche quest'annoi con i tre premi principali che vanno a nomi noti del panorama a cui si aggiungono due giovani nella categoria che premia gli esordi, ovviamente, e in quella di interpreti di canzoni non proprie, anche se c'è da annotare la mancanza di novità nelle cinquine, soprattutto in quella per il miglior album.

Capossela vince per il Miglior disco

È Vinicio Capossela col suo bellissimo "Ballate per uomini e bestie" ad aggiudicarsi il premio per il Disco in assoluto, avendo la meglio su Francesco Di Giacomo (La parte mancante), Patrizia Laquidara (C'è qui qualcosa che ti riguarda), Nada (È un momento difficile, tesoro), Pacifico (Bastasse il Cielo), mentre Daniele Silvestri con "Argento Vivo", caznone con cui è salito sul palco del Festival di Sanremo assieme a Rancore, si aggiudica quella per la migliore canzone, davanti a Ernesto Bassignano (Il mestiere di vivere), Motta (Dov’è l’Italia), Nada (È un momento difficile, tesoro) e Gianmaria Testa (Povero tempo nostro). Il Premio per la migliore Opera prima se l'aggiudica Fulminacci con "La vita veramente" (Maciste Dischi) che ha la meglio su Sasà Calabrese (Conserve); Alessandro Centolanza e Gli Splendidi (Il giorno, poi la notte), Marta De Lluvia (Grano), Giulia Mei (Diventeremo adulti), Sale (L'innocenza dentro me), Enzo Gragnaniello con "Lo chiamavano Vient' ‘e terra" si prende quello il Miglior album in dialetto, battendo Francesco Di Bella (‘O diavolo), Elsa Martin e Stefano Battaglia (Sfueâi), Setak (Blusanza), Raffaello Simeoni (Orfeo incastastorie)e Sollo&Gnut (L'orso ‘nnammurato). Infine, il Premio per la categoria Interpreti di canzoni non proprie va ad Alessio Lega per "Nella corte di Arbat. Le canzoni di Bulat Okudzava", mentre per l'Album collettivo a progetto vince "Adoriza ‘Viaggio in Italia. Cantando le nostre radici'". Le Targhe – fanno sapere gli organizzatori -verranno consegnate nell'ambito della Rassegna della Canzone d'Autore (Premio Tenco 2019) organizzata dal Club Tenco con il contributo del Comune di Sanremo, SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, Casinò di Sanremo, Regione Liguria, Camera di Commercio delle Riviere di Liguria e Coop Liguria, in programma al Teatro Ariston di Sanremo dal 17 al 19 ottobre".

L'idea di cantautorato del Tenco

Ci sono artisti di enorme talento in questa lista, ce n'erano anche nelle cinquine, ovviamente, ma quello che colpisce, però, è la mancanza di novità, di guizzo, l'idea che il cantautorato si sia fermato a qualche anno fa, e la colpa senza dubbio è anche dei giornalisti (Fanpage è tra i votanti del Tenco, tra l'altro) che probabilmente votano secondo una logica ‘classica', andando controcorrente rispetto a quello che succede nel Paese: Mahmood, LIBERATO etc non erano neanche in cinquina, dove il nome più ‘nuovo' era quello di Fulminacci. Insomma, pare che il cantautorato abbia una sola lettura, e poi, ancora una volta non vi sono donne tra i vincitori, confermando quella che è una tendenza di questi anni nel nostro Paese.

Tutti i vincitori

  • Disco In Assoluto: Vinicio Capossela – Ballate Per Uomini E Bestie
  • Opera Prima: Fulminacci – La Vita Veramente
  • Canzone Singola: Daniele Silvestri – Argento Vivo
  • Album in Dialetto: Enzo Gragnaniello – Lo Chiamavano Vient’ ‘E Terra
  • Interprete di canzoni: Alessio Lega – Nella Corte Dell’arbat. Le Canzoni Di Bulat Okudzava
  • Album collettivo a progetto: Adoriza"Viaggio In Italia. Cantando Le Nostre Radici"