Quali saranno i contraccolpi che l'introduzione del biglietto nominale avrà per un'azienda come TicketOne, leader nella vendita dei biglietti per gli eventi musicali. Con l'approvazione dell'emendamento alla Legge di Bilancio che si pone come argine alla pratica del secondary ticketing, stando alle intenzioni dei firmatari, chiunque vorrà acquistare un biglietto dovrà farlo dando nome e cognome e non potendolo cambiare senza passare di nuovo per il servizio con cui l'ha acquistato e, come avviene per i biglietti aerei, pagando un piccolo sovrapprezzo. Abbiamo chiesto a Stefano Lionetti, Amministratore Delegato di TicketOne, di spiegarci cosa avverrà per la sua azienda e per il mercato.

Qual è la posizione di TicketOne per quanto riguarda questo cambiamento

Non riteniamo che questo provvedimento sulla nominatività dei biglietti sia efficace nel combattere il fenomeno. Questa è la nostra posizione fin da quando, all'inizio del 2017, ci sono state le audizioni parlamentari, c'è stata la prima parte della legge e abbiamo sempre seguito e accompagnato tutti i processi a tutti i livelli sia politico che dell'agenzia delle entrate e della Siae. La dimostrazione che non abbia efficacia sta nel fatto che i biglietti nominativi utilizzati negli ultimi concerti sono stati venduti anche sui siti di secondary ticketing. Essendo stata fatta un’ottima legge, che vieta con molta precisione la vendita dei biglietti a un valore superiore a quello nominale, pensiamo che si debba intervenire sul fenomeno senza colpire i consumatori, sia da un punto di vista di facilità di acquisto e di accesso agli eventi, sia di invasività in termini di dati prelevati. Il secondary ticketing è vietato dalla legge. C’è un ente che è preposto a dare delle sanzioni pecuniarie e che comportano anche divieti ed eventualmente l'oscuramento dei siti. Noi ci siamo fatti parte dirigente e abbiamo presentato un esposto all'Agcom: è incredibile che dopo sei mesi dall’approvazione della legge e dopo tre mesi dal nostro esposto, che poi è stato seguito da Assomusica e da Codacons, l'Agcom non abbia fatto nulla. Ci sono dei siti che vendono biglietti a prezzi maggiorati alla luce del sole, contravvenendo alla legge.

Quali sono stati i vostri suggerimenti per migliorare la legge?

Per noi la legge non deve essere migliorata nei termini in cui vieta questo fenomeno. Oggi ci sono tre siti di secondary market che vendono biglietti per concerti. Uno di questi appartiene a eBay, quindi la sua attività è nota e rintracciabile. Insomma, non parliamo di banditismo o business offshore, quindi nella misura in cui la legge lo vieta, il bagarinaggio on line non può esistere: così come si vietano i siti di pirateria musicale o di pedofilia, allo stesso modo si vietano i siti di secondary market. Questa è una facoltà che rientra nei poteri di Agcom, sia in termini sanzionatori che di oscuramento dei siti.

Come sarà possibile acquistare biglietti nominali sui siti di secondary ticketing?

Pur essendo i biglietti nominativi, si è dovuto anche tutelare il consumatore, quindi si è reso possibile fare dei cambi di nominativo che in definitiva consentono a chiunque di collezionare biglietti e poi re-intestarli ad altri ai quali li avesse rivenduti. In sostanza quando un acquirente rivende, può modificare i nominativi e assegnare i biglietti a coloro che da lui hanno acquistato, magari su un sito “secondario”. Da questo punto di vista, cambia poco o nulla rispetto ai biglietti non nominativi. Vero è che tutti i cambi di nominativo verranno trasmessi all’Agcom (da marzo 2020), consentendole di effettuare dei controlli. Noi di TicketOne questi controlli li facciamo quotidianamente, ma difficilmente si risale ai “bagarini” perché questo mestiere viene fatto o su piccoli quantitativi di biglietti o con nominativi diversi di persone reali.

Sarà difficile controllare, quindi, secondo voi?

Noi da tempo diciamo che questo fenomeno non può essere controllato sul mercato primario. Quello che si poteva fare – e molto si è fatto – è stato approntare sistemi di difesa informatica e un servizio di internal auditing che va a riscontrare quali sono le indicazioni interne di acquisti che potenzialmente si riferiscono sempre agli stessi soggetti. Qualche volta è capitato anche a noi di fare delle cancellazioni.

Per voi l'impatto sarà negativo, insomma…

Ad oggi nessuno può dire quale impatto avrà sul mercato. Noi ci aspettiamo che sia abbastanza negativo, sia in termini di invasività nei confronti dello spettatore – che dovrebbe avere la tranquillità di potersi vedere il suo concerto, anziché vivere con ansia il cambio nominativo – sia nei confronti dell’industria, che dovrà assorbire un po' di colpi che deriveranno da questa misura.

Però i biglietti nominativi non sono una rivoluzione totale, lo sono, al massimo, per la musica, allo stadio, per esempio, esiste già… È un problema di abitudine del consumatore?

È un problema che ha a che fare con l'abitudine del consumatore ma è anche una questione di costi. Anche i biglietti per eventi sportivi sono soggetti al bagarinaggio online in maniera massiva, a dimostrazione che la nominatività non c’entra molto col bagarinaggio e non lo sconfigge. Negli eventi sportivi, la nominatività ha una funzione diversa e più preziosa, perché riguarda la sicurezza negli stadi e l'incolumità delle persone. Il pubblico ormai si è abituato a questa prassi, ma nei primi anni di introduzione del biglietto nominale c’è stato un forte calo delle vendite. Rispetto al vantaggio sociale di contrastare il secondary ticketing ben più gravosi sono gli svantaggi in termini di invasività della sfera personale e in termini di complessità di acquisto e di costi del sistema.

Senta, che piaccia o meno alla fine, però, non potete che adeguarvi. Siete già attrezzati?

Noi ci stiamo attrezzando, anzi siamo già sufficientemente attrezzati per partire. Si consideri che la normativa entra in vigore adesso ma solo parzialmente. La fetta più ampia della normativa – che il pubblico non vedrà ma costerà molto ai nostri sistemi informatici – partirà il 1° febbraio 2020. Per adesso, tutti i nominativi saranno raccolti ma non saranno neanche trasmessi all'Agcom. Non succederà nulla, quindi: l’Agcom non vedrà i nomi e al consumatore rimarrà il fastidio di dover cambiare nominativo nel caso in cui non possa andare a vedere il concerto per il quale ha acquistato il biglietto.

Una sorta di periodo di prova, insomma…

Sì, entriamo subito in una prima fase di avviamento in cui i biglietti per concerti superiori ai 5000 spettatori saranno nominativi, ma poi il sistema sarà a regime entro il prossimo febbraio.