La prima volta che cominciò a girare il video di "Chiavt a mammt" i commenti che si alternavano erano tra sorpresa e sfottò: chi è questo rapper con accento campano che tira una sdraio in acqua, canta, intitola una canzone con un termine così volgare, veste la maglia dell'Algeria e rappa in francese? La curiosità, però, era enorme e così cominciarono a girare anche i suoi vecchi video, da "Spall a sott" a "Givova" il primo che si rifà a una tradizione religiosa, ovvero quello del portare il carro della madonna, con la spalla sotto, appunto, il secondo prendendo in prestito la marca di una tuta molto nota a Napoli che serve a raccontare a modo suo il carcere: "Zeus, Givova e Legea è una realtà che viviamo tutti qua, nel senso che siamo tutti vestiti così. La gente in queste tute ci vive e a volte ci vive cose anche tragiche" ha detto Speranza a Vice.

Speranza e la scena rap francese

Ma dopo la sorpresa iniziale e il sorriso verso certe barre e le scene di alcuni video – dabbando con il Tavernello in primo piano e le pistole portate nei pantaloni -, pian piano il nome di Speranza ha cominciato a girare e a conquistare il pubblico e tantissimi rapper. Casertano d'origine, ma vissuto nella banlieue parigina, Speranza è tornato nella sua regione a fare il muratore, ma pian piano, a corrente alterna si è dedicato alla musica, fermandosi a causa di alcuni problemi personali e poi riprendendo in maniera forse più convinta e con un'ispirazione chiara, ovvero la Francia nel sound. Se è vero che oggi come oggi la Francia, più degli States, è il paese a cui guarda il rap nostrano (non è un caso che Capoplaza, uno dei giovani fenomeni della trap italiana, ha scelto Ninho per il feat del suo ultimo singolo "Billets") Speranza potrebbe tranquillamente far parte della compilation 93 Empire dove 93 sta per il dipartimento della regione dell'Île-de-France Seine Saint-Denis, uno dei più poveri della periferia parigina, terra natìa, però, di alcuni dei rapper più conosciuti di questi ultimi anni dai Supreme NTM di JoeyStarr a Kaaris, per citare due dei più noti.

Il male va combattuto con il male

Della 93 è anche, Sofiane, vero e proprio fenomeno francese del genere che potrebbe tranquillamente duettare con Speranza (lo ha fatto con Tedua) e che, a proposito di cose strambe, ha un video abbastanza folle, quello di "Toka", realizzato bloccando un'autostrada; questo pezzo ricorda molto il suono del casertano che, però, declina tutto a modo suo. In ogni sua canzone non manca qualche barra in dialetto stretto francese (meno male che c'è Genius ad aiutarci quando Speranza non sottotitola il video come avviene in "Spall a sott") e soprattutto sono testi crudi, anche violenti, sia nelle parole che nei modi di porsi: "Il male va combattuto col male, rispecchio il vissuto mio e non ostento nulla, se non posso permettermi un Gucci non faccio un video con un Gucci addosso" ha detto nella sua prima intervista video concessa a Vice, intervista in cui racconta il suo quartiere e anche la sostanza delle sue canzoni.

Speranza, un protagonista nuovo nella scena rap campana

Quello di Speranza è il lato più crudo di una scena che da sempre ha avuto una voce importante sul versante nazionale: il rap – assieme alla dance – è forse il genere in cui la Campania ha espresso maggiormente il suo potenziale in questi ultimi anni con le sue contaminazioni e artisti come Speaker Cenzou, i Sangue Mostro, La Famiglia, i Co'Sang (e dopo lo scioglimento con le carriere soliste di Luché e Nto), con Clementino e Rocco Hunt ma anche i giovani Enzo Dong, Pepp-Oh e i Fuera per citare tre esponenti del genere giovani e completamente diversi tra loro. Speranza si è imposto pian piano, come detto e adesso è diventato un vero fenomeno, scoperto, probabilmente, prima a Milano e poi in casa sua, e nel tempo i rapper che lo hanno appoggiato sono tanti. Ci sono Gué Pequeno, Marracash, Quentin40 o Lazza che ne parla come di un fratello artistico.

Il rap dalle banlieue parigine a Caserta

I testi sono crudi, appunto, con riferimenti alla contemporaneità e alle serie tv, come dimostra l'ultimo Manfredi, probabilmente ispirato a uno dei protagonisti di Suburra (in Spall'a sott si cita Gomorra). Non ha peli sulla lingua il rapper casertano che mescola napoletano e francese come niente fosse e riuscendo col suo flow a non far sentire alcuna barriera. Un rap banlieusard, appunto, che continua idealmente un filo che da tempo unisce Napoli alla Francia, con i Co'Sang che in "Vita bona" duettavano con Monsi Du VI e Akhenaton degli IAM, gruppi come i PNL venuti a Scampia a girare il video di "Le monde ou rien" o lo stesso Sofiane che cita. Speranza è un viaggio gangsta notturno in treno da piazza Garibaldi alla Gare De Lyon.