Sia (ph Stuart C. Wilson/Getty Images)
in foto: Sia (ph Stuart C. Wilson/Getty Images)

La cantante australiana Sia ha rivelato di lottare da tempo, ormai, con una sindrome che le causa forti dolori in maniera cronica. Lo ha scritto lei stessa sul suo profilo Twitter, spiegando che soffre della sindrome di Ehlers-Danlos e incoraggiando chiunque altro soffra di dolori del genere ad andare avanti, perché la vita è difficile ma loro non sono soli: "Ehi,  soffro di dolori cronici, di un problema neurologico, la sindrome di Ehlers-Danlos – ha scritto su Twitter – e voglio dire a quelli di voi che soffrono di dolori fisici ed emotivi, che vi voglio bene, andate avanti. la vita è dannatamente difficile, il dolore è demoralizzante e voi non siete soli".

Sia, l'artista che usa le parrucche per difendere la privacy

Sia è una delle artiste più note di questi ultimi anni, prima come autrice per artiste come Rihanna, Madonna, Beyoncé, Celine Dion e poi co e artista solista, con successi del calibro di "Chandelier", "Cheap Thrills", "Elastic Heart" e "The greatest" e album come "1000 forms of fear" e "This is acting". La cantante, però, è anche famosa per non voler mostrare il volto in pubblico e per l'importanza che dà alla riservatezza e infatti spesso durante le interviste o negli incontri pubblici appare con una parrucca enorme che le copre il viso. Una scelta che ha rivendicato più volte, parlando della difficoltà di affrontare il pubblico e un successo mondiale che la porta a nascondersi.

Che cosa sono le Sindromi di Ehlers-Danlos

Sia, quindi, ha aperto alla Sindrome di cui soffre e che è, spesso, sottodiagnosticata, come si legge in un documento che unisce alcune aziende ospedaliere della Regione Lazio che definiscono in cosa consistono queste sindromi: "Comprendono un gruppo eterogeneo di patologie ereditarie sistemiche del tessuto connettivo con estrinsecazione massima nei tessuti molli ed, in particolare, cute, articolazioni e apparato cardiovascolare (…). A fronte di questa consolidata definizione, le SED presentano spesso un coinvolgimento sistemico ben più esteso che si associa a gravi disabilità multiorgano e, in minor misura, ad aumento del rischio chirurgico e di morte cardiovascolare". E proprio sulle diagnosi, nel documento si legge: "Le SED sono patologie largamente sottodiagnosticate, soprattutto le varianti classica ed ipermobile. Per questa ragione non sono al momento disponibili stime epidemiologiche verosimili".