L'onestà va sempre premiata e dunque onore a Shade, che a margine della seconda serata di Battiti Live, in onda su Italia 1 il 3 agosto, ha motivato la sua scelta di utilizzare l'autotune nel corso della sua esibizione. Decisione che era stata evidentemente da alcune critiche comparso proprio su Twitter, al punto da spingere l'artista a giustificarsi per aver fatto uso della facilitazione vocale che negli ultimi anni imperversa nel mondo della musica, agevolata anche dal successo sempre crescente del genere trap, che sembra non poter fare a meno di autotune. "Ho usato l'autotune perché volevo sentirmi un trapper", spiega ironicamente Shade su Twitter, prima di ammettere con molta onestà:

Comunque non avendola mai provata ne cantata live e non cantando live da praticamente 4 mesi, a sto giro mi sono sentito più sicuro a usarlo. Nelle prossime puntate canterò senza. Non volevo fare playback ma nemmeno stonare, ci tenevo venisse bene tutto qui!

Cos'è l'autotune

Nato poco più di 20 anni fa grazie alla Antares Audio Technologies, l'auto-tune è un software nato per correggere l'intonazione dei cantante e aggiustare alcune sporcature della voce, ma nel tempo il suo utilizzo si è ampliato e l'autotune è divenuto a tutti gli effetti uno strumento musicale, oltre che un elemento sonoro che denota un particolare stile musicale.

I cantanti della seconda puntata di Battiti Live

Shade non è stato il solo artista ad essersi esibito nel corso della seconda puntata di Battiti Live, condotto come sempre da Alan Palmieri, Elisabetta Gregoraci e Mariasole Pollio. Sono tantissimi i cantanti saliti sul palco nel corso della serata di lunedì 3 agosto. Da Fedez a Cara, i The Kolors, Baby K, Annalisa, Fred De Palma, Nek, Boomdabash, Alessandra Amoroso, Piero Pelù, Anna, Rocco Hunt, Bugo, Ermal Meta, Shade, Francesco Renga, Mr Rain.